mercoledì 8 ottobre 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Suffissocore"

Un singolo, portentoso e violento suono dark ambient. Un monolite, suddiviso solamente per sfizio in cinque movimenti, che si abbatte sull’ascoltatore e lo percuote anche quando le atmosfere si fanno più rarefatte e le visioni, almeno in apparenza, meno oscure. Quello che più preoccupa di ‘Echoes From The Aureate Heavens’ - preciso che desidero porgere un complimento a Davide Del Col, da anni ai vertici della scena internazionale – è che riflette in maniera spaventosa quello che si prova a circolare, come zombie più vagabondi, nel mondo disagiato e fuori di testa di oggi. Rispetto a ‘Sublime Ascension’, la scaletta appare più varia e coraggiosa. La novità principale è rappresentata da un’alternanza più frequente e massiccia tra rumore e melodia, tra abissi e paesaggi sognanti. ‘Towards Zero’ e ‘Praying Maidens Before The Fountains Of Ichor’ sono veri e propri loop stellari, ‘Die Offenbarungsmaschine’ un omaggio a certo industrial tedesco mentre la title track, venti minuti sontuosi, simboleggia la sublimazione di un percorso artistico che ha visto il musicista impegnato sia in progetti come Molnija Aura e We Promise To Betray sia nelle collaborazioni con Nimh e Day Before Us. Un utilizzo della tecnica ardito e una visione che va ben oltre la musica commerciale o popolare. Quando mi trovo a recensire opere del genere sono sempre in difficoltà perché è complicato trovare le parole per convincere persone non avvezze a questa tipologia di arte ad avvicinarsi e scoprire qualcosa di nuovo e tanto intrigante. Quello che posso dirvi è che Antikatechon non è forma canzone e non è neppure soltanto musica. È un’esperienza e come tale va vissuta, facendo proprio quanto di più intimo e significativo si riesca a percepire dall’ascolto. 

(Lorenzo Becciani)

https://m.suffissocore.com/site/scalbumreview/15005/echoes-from-the-aureate-heavens-antikatechon

mercoledì 13 agosto 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Onda Rock"

A tre anni dal precedente “Sublime Ascension” Davide Del Col pubblica il nuovo album del suo progetto Antikatechon, “Echoes from the Aureate Heavens”, ancora una volta per l’tichetta polacca Heerwegen Tod Production.

La partenza è da brividi, con i primi suoni di “Towards Zero” in grado di trasportare letteralmente in un’altra dimensione: un loop oscuro carico di mistero avvolge subito l’orizzonte degli eventi, mentre prima una voce femminile lontana, poi l’immancabile nebbia di chitarre elettriche trasportano in un crescendo che trascina nei meandri dell’oscurità.

Il suono è ricco di dettagli e avvolge l’ascoltatore tra panorami a tratti austeri, a tratti soavi e luminosi.

Proprio questa la novità principale di un disco che sembra segnare una svolta nella carriera decennale del musicista milanese: aver introdotto in modo sempre più presente, strati di elettronica che risolvono le caratteristiche cavalcate nell’ombra in oasi di luce.

Come nella battaglia infernale di “Die Offenbarungsmaschine” che a metà corsa si apre con una melodia accecante degna dei più romantici In The Nursery.

Non mancano le visioni ultraterrene con riferimenti all’epica greca come nell’ambient stellare di “Praying Maidens Before The Fountains of Ichor”, tra i brani più melodici ed epidermici dell’intera carriera del musicista milanese. Lunghissimo finale di scaleta con l’omonima cavalcata austera di quasi venti minuti “Echoes from the Aureate Heavens”.

Voto: 7

(Roberto Mandolini)

https://www.ondarock.it/recensioni/2025-antikatechon-echoes.htm?fbclid=IwY2xjawMJOIRleHRuA2FlbQIxMQABHtD6lL0EV30ozsjieKk86HTAZNCgXCDvt0k4z-j6Um7-vKLA-n12v7uWzV8v_aem_XGzZYMIPgZBvzOg_jM9RUw

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Sodapop"

Il ritorno di Davide dal Col a nome Antikatechon è coerente con il titolo scelto e lascia spazio a voci fuori dal tempo, sontuose e magiche in una nebbia sonora oscura come un passaggio fra realtà ed ultraterreno. Sale e si inerpica dove la luce si fa bianca, l’aria viene a mancare e lo scenario cambia.

I cinque movimenti di Echoes from the Aureate Heavens sembrano essere rappresentazioni in movimento di scenari epici fuori dalla grazia dell’umanità, con bordoni ad avvilupparsi su se stessi come flussi di energia scalpitante in Die Offenbarungsmaschine, una macchina rivelatoria che svela una costruzione sonora giro su giro, in continuo movimento come un vaso sopra ad un tornio che impercettibilmente si modifica al tatto. Quella di Antikatechon è musica crepuscolare, oscura talvolta: dark-ambient che si prende il suo tempo per dispiegare le sue ali, prendendo un salmodiare ritmico al quale si aggiungono quel che sembrano versi in russo per un tocco di sacrale ambiente. È un racconto sui massimi sistemi che tramite suoni, immagini evocate e lenti movimenti foraggia un senso di meraviglia all’ascolto. A tratti accarezza l’idea di una musica new age ante litteram, quasi ante homini per la calma placida con la quale ci trasmette questi echi. Echi che, quasi per processo di sonificazione, si esprimono convertendo dati astronomici in quasi un’ora di oscuro viaggio astrale. Non un disco semplice nella sua fruizione ma che ripaga con un suono che pare in continua evoluzione, proprio come l’universo, grazie a dio.

(Vasco Viviani)

https://www.sodapop.it/phnx/antikatechon-echoes-from-the-aureate-heavens-heerwegen-tod-2025/?fbclid=IwY2xjawMJN7dleHRuA2FlbQIxMABicmlkETExSWFIeHRFMVdvSEI4ekZ1AR4e3dIgGxR0pnCmU3cSkunL356FrEpfjasTu6WxqdhPNB9jrOjAmFbRhnJ8Fw_aem_tD8vxnol80p3ylmgmwXq8A

martedì 29 luglio 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Darkroom Magazine"

Il lombardo Davide Del Col, navigato esploratore delle derive noise/drone con alle spalle quasi tre lustri di solida attività discografica, dà seguito al suo sodalizio con la polacca Heerwegen Tod, che dei nove lavori complessivi firmati Antikatechon ha pubblicato gli ultimi quattro, incluso quello in esame, rilasciato in jewel-case in edizione limitata a 500 esemplari. "Echoes..." si presenta in una forma sicuramente più scarna ed essenziale rispetto alla maggior ricchezza di elementi del precedente "Sublime Ascension", in linea con quello che le note ufficiali inquadrano come il focus dell'opera: "...colossali tessiture sonore che evocano oscure e futuristiche forze cosmiche e mistici luoghi sotterranei da antiche culle...". Partendo dalla ruvidità noise della materia dronica che funge da ineludibile base, Davide sviluppa nelle cinque lunghe tracce dell'album sensazioni ascendenti di un lento viaggio verso l'ignoto e l'arcano, modellando sapientemente melodie lasciano intravedere chiari spiragli di luce, come se al termine del cammino possano schiudersi dimensioni cosmico-spirituali mai raggiunte prima. La ruvida coltre dronico-industriale, a tratti anche minacciosa, lascia i giusti spazi a linee melodiche dilatate e cariche di pathos cui spetta il compito d'innescare l'enfasi drammatica, in una incessante rincorsa mistica verso l'ignoto ed il perduto avente il suo culmine nella conclusiva title-track, che in (quasi) venti minuti ci conduce oltre i confini conosciuti del Cosmo, seguendo quell'aura divina che promette rivelazioni. Altro lavoro degno di nota da parte dell'autore di stanza a Milano, che conferma di avere la fatidica marcia in più sul piano emozionale, oltre al cospicuo bagaglio d'esperienza ed alle comprovate capacità pratiche. Mastering e grafica, anche stavolta ben curati dal sodale Giuseppe Verticchio (Nimh), sono un ulteriore valore aggiunto.

Rating: 7

(Roberto Alessandro Filippozzi)

https://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Recensione.php?r=5318

martedì 1 luglio 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Ver Sacrum"

C’è un silenzio che grava sulle stanze vuote del cosmo. Un silenzio che non è quiete, ma abbandono. Echoes from the Aureate Heavens, ultima discesa sonora di Antikatechon – alias del sempre più ellittico Davide Del Col – è una meditazione su quel silenzio, su ciò che giace oltre le soglie della percezione umana, là dove la luce delle stelle è solo un’eco di fuochi morti. L’album, pubblicato da Heerwegen Tod Production, etichetta polacca nota per la sua dedizione a un underground oscuro e autentico, si presenta come un monolite sonoro, freddo e impassibile. È la terza pubblicazione con la label, e forse la più compiuta, la più lucidamente disperata. Nulla qui cerca il conforto dell’ascoltatore: Antikatechon costruisce ambienti non per abitarli, ma per perdersi dentro, completamente. I tessuti sonori sono spessi come nebbie radioattive, droni che si estendono come deserti elettrificati, ritagliati da affioramenti di armonie elettroniche setose – rare e ingannevoli come miraggi nel vuoto. Non c’è melodia, non c’è ritmo. C’è solo una tensione perenne verso l’oltre, verso ciò che è antico, muto e siderale. Del Col si è mosso nel tempo tra label come Silentes e Rage in Eden, ma con Echoes il suono di Antikatechon raggiunge una forma finale, quasi terminale. La densità cosmica di questi brani evoca forze pre-umane, entità arcaiche sepolte nel firmamento o nella memoria collettiva del tempo. Ogni traccia è un varco: il passaggio attraverso una risonanza metafisica, dove l’umano è ridotto a un sussurro tra frequenze che non parlano più la nostra lingua. Eppure, in mezzo a questo abisso c’è una strana solennità. Come se Del Col, attraverso questo processo di decostruzione e isolamento totale, trovasse una forma di spiritualità terminale. È un’ambientazione sacra, ma senza dio. Una liturgia per universi spenti. A differenza dei suoi lavori precedenti, qui si percepisce un lieve affiorare di speranza ingannatrice: gocce di luce spettrale in un oceano di pece. Ma è una speranza congelata, destinata a dissolversi. Anche nei momenti emotivamente “elevati”, tutto resta imprigionato in una dimensione postuma, come se l’album provenisse da un futuro già morto. In un mondo che grida per visibilità e rumore, Echoes from the Aureate Heavens sceglie il ritiro, l’annichilimento sonoro, la contemplazione di un’esistenza disabitata. È un ascolto che non consola né intrattiene. È un manifesto dell’isolamento ontologico, una cattedrale costruita sul nulla. Per chi ha il coraggio di affrontarlo, questo disco non si dimentica. Non si ascolta: si subisce. Solo 500 copie. Giusto così. Non è musica per tutti. Forse non è nemmeno per noi. Disponibile su Bandcamp: https://antikatechon.bandcamp.com/album/echoes-from-the-aureate-heavens-2.

(Caesar)

https://www.versacrum.com/vs/2025/07/antikatechon-echoes-from-the-aureate-heavens.html?fbclid=IwY2xjawLRKr9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETFMeHNWWFlyNUtWZjRqeGpnAR5iCsWhNwFoIHVJZtelTD7Fm1ew1DYVaeg3tP48E80ib1BdoPdZjrT9Hx1CfA_aem_H74viVDEmwtsWF8-FSpE7Q

martedì 24 giugno 2025

Antikatechon: new album "Echoes from the Aureate Heavens" out now





Antikatechon "Echoes from the Aureate Heavens" (CD, Heerwegen Tod Production, 2025)


Davide Del Col, mastermind and sound producer behind the moniker of Antikatechon is back with a new Opus for the polish underground label Heerwegen Tod Production. It is the third release printed and distributed by the label. This project has spanned more than a decade with numerous thrilling post-industrial music for droney-noise experimentations and rumbling atmospheric ruminations. Albums have been signed by Silentes, then Rage in Eden before to move among Heerwegen Tod Production. Davide Del Col is also involved in side projects (Molnija Aura, We Promise to Betray) and collaborated at several occasions with Nimh and Day Before Us. "Echoes from the Aureate Heavens" presents uncompromising bleak ambient expanded pieces for colossal sound textures evoking dark futuristic cosmical forces and mystical places underneath from ancient cradles. It operates a balance between unreal, malevolent and aerial feelings with some emotional highlights. Contrary to recent albums of the project, silken electronic chords are put to the fore, giving a more hopeful, pensive and solemn dimension. "Echoes from the Aureate Heavens" is a daunting, alluring and blissful album, available as limited physical edition of 500 copies.

Created by Davide Del Col
Mastered by Giuseppe Verticchio

mercoledì 19 giugno 2024

Cult Of Light: "The Luminous Spiral" CD reviewed on "Igloomag"

The two masterminds behind this new coming project (Davide del Cole and Ascanio Borgia) are recognizable sound artists for those in touch with the understated dark music underground and its various scenes issued from the industrial then subterranean ambient cradles. Here they join forces to offer us a Dante-esque and apocalyptic thrilling noisy manifest. The conceptual background is deeply connected to primordial resonances, mythological resurgences and occult beliefs from engulfed or forgotten heathen religions.

Indeed what catches the ears is the groundbreaking and burgeoning ceremonial and ritual components of the music often immersing the listener in deep, quiet then unsettling or uncanny moods. Reverbered sound motifs meet white noise derelicts, long sustained cavernous drone vibes, and multi layered e-chords of meandering textures with discreet evanescent melodic lines. Fans of death industrialism and ritual ambient might find here a serious interest with pronounced mystical ends.

Recommended for those into the sanctified ascend-spiritual darkness of Skullfower, Necro Death Mort, Endvra, and Common Eider, King Eider. This opus is welcomed by the excellent Zazen Sounds, a key publisher regarding soundscapes in touch with the monolithic heaviness of extreme music genres as well as the darkly meditative inclination of sonic sound ritualism. Next to names such as Nordvargr or Shibalba, from their catalog l would quite recommended the dreary cinematic I Fjellets Hastighet by Sysselmann and the processed chamber acoustic music of The Machair That Covers The Saints.

(Philippe Blache)

https://igloomag.com/reviews/cult-of-light-the-luminous-spiral-zazen-sounds?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR3CaYWx3Vb_hrUkqwKT0qpALWKndV_AhES9EOOkj6qzGSnUeQBjFtw0HJE_aem_ZmFrZWR1bW15MTZieXRlcw

martedì 7 maggio 2024

Cult Of Light: VV.AA. "Stalker - Music inspired by Andrej Tarkowskij's movie" (dl + Cd + Book. Published by Eighth Tower Records)

"Stalker" is Eighth Tower's tribute to the cinematic masterpiece "Stalker" (1979) by Russian director Andrej Tarkowskij. Tarkowskij 's second science fiction film after Solaris, "Stalker" is based on a novel by the Strugackij brothers, Arkadij and Boris, renowned authors of Soviet science fiction. The novel, titled "Roadside Picnic," was released in 1971. With this project Eighth Tower Records, musicians and writers involved, pay passionate homage to this masterpiece of science fiction cinema and, more broadly, the history of cinema.

https://eighthtowerrecords.bandcamp.com/album/stalker-music-inspired-by-andrej-tarkowskijs-movie

martedì 2 aprile 2024

Cult Of Light: debut album "The Luminous Spiral" out now

 














Cult Of Light "The Luminous Spiral" (CD, Zazen Sounds, 2024)


Cult Of Light is the new collaborative project by Davide Del Col and Ascanio Borga. Inspired by ancient cults, folk horror tales and exploration expeditions, the music evokes long forgotten rituals and aims towards uncharted territories where mysterious ancestral forces are still alive and well. The debut album, “The Luminous Spiral” consists in 9 tracks of mesmerizing dark electronics and ever-evolving flux of sonic matter that represent a sonic ritual with tribal and spiritual overtones. Both Davide and Ascanio are reference figures in Italy in the industrial ambient and experimental electronic scene. Davide Del Col is an electronic musician and drummer. His many projects include Antikatechon, We Promise to Betray (with Giuseppe Verticchio/Nimh), Molnija Aura (with Andrea Marutti), Echran (with Fabio Volpi), Ornament. His music was published in many specialzed labels like Afe, Ebria, Small Voices, A Silent Place, Silentes, Oktagön. Ascanio Borga is a electronic musician and guitarist. He released several solo albums with Afe Records and his label Sonic Boundaries. He also collaborated with several musicians in the italian experimental, noise and avant rock scene, like Cristiano Luciani (Cris X), Paolo Taballione (Carillon Del Dolore, Christian Death, Gronge) e Tiziana Lo Conte (Gronge, Roseluxx).
Official Video Teaser: https://youtu.be/FbmPptzjjOI Digital Purchase and subscription at: https://zazensoundspublishings.bandcamp.com/

venerdì 15 settembre 2023

Cult Of Light: VV.AA. "Music For Haunted Asylums" out now (Eighth Tower Records)

The fascination with abandoned haunted asylums is a topic that has captivated the interest of many people over the years. There are a few reasons why these locations tend to hold a certain allure. First of all Asylums have a rich and often dark history, which attracts those interested in exploring the past. These institutions were built during a time when mental health treatments were not well understood, and the conditions inside were often deplorable. The stories of patient mistreatment, unethical practices, and the overall eerie atmosphere make for compelling narratives. Abandoned asylums, with their decaying buildings, broken windows, and overgrown grounds, create an atmosphere of mystery and suspense. Also they have become the subject of numerous urban legends and ghost stories. Over time, these tales have contributed to the notion that abandoned asylums are haunted by the spirits of former patients or the ghosts of the past. This connection to the supernatural adds another layer of fascination for those interested in the paranormal.

The talented musicians showcased in this compilation have meticulously crafted their aural creations with the explicit intention of transporting listeners into the captivating realms of the abandoned asylums. Through their musical artistry and skillful composition, they have harnessed the power of sound to evoke a sense of wonder and immersion, inviting audiences to embark on a sensory journey into these haunting and mysterious places.

Music by insectarium, Kloob, phoanøgramma, Cult Of Light, The Black Monolith, Bjørn Jenkins, Nihil Impvlse, SÍLENÍ, Mombi Yuleman, OMENSWORN, Vyormouth, Iron Cthulhu Apocalypse, Vacant Stations, Psyonic Asylum.

https://eighthtowerrecords.bandcamp.com/album/music-for-haunted-asylums?fbclid=IwAR1fXyJorXtiYNuU77BaYLAWkt1Xwa8hr3209xn9i9cPcwu4IkMitQY0ppo

giovedì 23 marzo 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Onda Rock"

Antikatechon, alias Davide Del Col, continua a pubblicare sull'etichetta polacca Heerwegen Tod Production, specializzata in black metal, dark-ambient, industrial e noise.
"Sublime Ascension" raccoglie due lunghe tracce in cui il musicista italiano mostra il lato più etereo e rituale della sua musica: i ventisei minuti della traccia che dà il titolo all'album sono un crescendo di ombre e nebbia, tra lente oscillazioni sul lato oscuro della Luna e strati di rumore che seminano un drone circolare; intorno alla boa dei dieci minuti, il brano cambia passo e i timbri soavi di uno strumento angelico preludono alla coralità post-shoegaze della parte centrale, prima della solennità liturgica del gran finale.

"The Sacred Vortex" comincia con una ragnatela di rumori ancora più oscuri di quelli ascoltati nel brano precedente. Una melodia staziante si perde in un labirinto di feedback senza riuscire a trovare la via d'uscita. Poco prima del passaggio a nove minuti la chitarra elettrica smette di arrotolarsi su se stessa e si trasforma in un sintetizzatore stellare: l'onda generata dà vita a un drone abbagliante che si nutre di ogna forma di luce prima di eclissarsi e di lasciare in sotofondo solo i tamburi della notte.

Il cd è stato masterizzato da Giuseppe Verticchio, alias Nimh.

Voto: 7

(Roberto Mandolini)

martedì 7 marzo 2023

martedì 28 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Suffissocore"

Davide Del Col torna con due tracce - masterizzate da Giuseppe Verticchio che si è occupato anche dell’artwork - che invocano un’ascesa solenne, al limite del sacro, e si legano in maniera forte ad altri due lavori di grande spessore come ‘Privilegium Martyrii’ e ‘I Feel Nothing But Repulsion’. Nel primo caso perché, soprattutto nella title track, si percepisce un ritorno alle origini, al motivo per cui lo sperimentatore e manipolatore sonoro si è rivolto alla musica dark ambient e l’ha scelta come strumento espressivo. Nel secondo caso – il vortice a cui si fa riferimento potrebbe trovare facile condivisione da parte di tutti coloro che nutrono forme di disagio nel quotidiano - ho trovato similitudini a livello di mixaggio, con una serie di percussioni marziali che danno il senso del ritmo durante l’ascolto. In entrambi gli episodi la durata è pari ad oltre ventisei minuti e chi si avvicina all’opera è destinato ad essere trasportato in un’altra dimensione. Una dimensione glaciale che può essere sognante e astratta, eppure estremamente concreta. Quella di ‘Sublime Ascension’ è infatti una dark ambient in grado di lasciare lividi e la portata del messaggio di Antikatechon è tale che sarebbe davvero auspicabile una trasposizione dal vivo, sia nei live club che siamo abituati a frequentare sia a complemento di installazioni sonore in strutture museali a carattere contemporaneo.

(Lorenzo Becciani)

https://m.suffissocore.com/scalbumreview/13579/antikatechon-sublime-ascension


      

venerdì 10 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Sodapop"

Ascensione sublime ed il vortice sacrato. Titoli che mutuano un cambiamento di stato, un evoluzione ed lavoro, su se stessi e sul suono.

Ottavo disco per Anticatekhon, monicker dietro il quale si cela Davide Del Col, una vita spesa ad irrorare di dark ambient la via e la vita. Un primo brano, Sublime Ascension, brumoso ed a suo modo leggero, come potrebbe esserla una lenta panoramica in un bosco notturno. Buio ornato di rintocchi, piatti frusti e cineserie cristalline a portarci sempre più su.

Una mantecatura orchestrale, degli strali percussivi, variazioni di un tema a cerchi concentrici. The Sacred Vortex sembra essere maggiormente basale ed immobile come sensazione. A tratti vicino a certe cose dell’ultimo Gianluca Becuzzi, a tratti ad una psichedelia noise, come soggetti ad uno spostamento di pulviscolo materico fra le onde sonore.

Ci sono molti movimenti nella musica di Anticatekhon. Cambi di scena, senza mai la minima parvenza di avere fretta o di abbracciare uno specifico ritmo. Resistiamo, abrasi, sabbiati e grati.

(Vasco Viviani)

https://www.sodapop.it/phnx/__trashed/

venerdì 3 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Side-Line"

Genre/Influences: Dark-Ambient, Cinematic.

Format: Digital, CD. 

Background/Info: After having released different productions on Rage In Eden, Italian Davide Del Col aka Antikatechon released his second production -and first solo-album, on Heerwegen Tod Production. “Sublime Ascensionb” is the eighth album by Antikatechon and features two long during tracks. 

Content: Both tracks going over 26 minutes invite the listener to the disturbing, obscure, sound universe of Del Col. Imaginary sound corridors built up with humming sound waves and ghost-like whispers are leading the listener throughout an overwhelming darkness. The second cut moves in a similar way although also reveals unexpected, dark, relaxing passages while you’ll notice guitar effects as well. 

+ + + : The title track confirms the potential of the artist. It’s a perfect mix between Dak-Ambient and Cinematic music which has been meticulously and patiently built up ending into an obscure and perverted sound universe. This is a track with a visual strength. 

- - - : There’s a contrast between the great title track and “The Sacred Vortex” which in a way rather sounds as a B-side cut. 

Conclusion: Antikatechon remains driven by ghost-like atmospheres and horror-like visions which will please fans of Dark-Ambient and especially Cinematic music. 

Best songs: “Sublime Ascension”. 

Rate: 7½. 

mercoledì 1 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "The New Noise"

Antikatechon è, credo, uno dei progetti più longevi di Davide Del Col, che per fortuna ha trovato col tempo una propria voce, emancipandosi dall’influsso della Cold Meat Industry, specie da quello di Raison D’Être. In quest’album composto da due episodi di 25 minuti la title-track, pur dando qualche carezza ai fan del (sotto)genere con alcuni campionamenti un po’ ovvi, ha tutto ciò che uno può chiedere a un disco dark ambient, in primis la capacità di circondare piano piano chi ascolta con una realtà diversa da quelle in cui si trova fisicamente, sfruttando la potenza del suono (delle basse frequenze, ma non solo): qui è un attimo a sparire dal 2023 e trovarsi in qualche città abbandonata migliaia di anni fa, in piena notte, tra palazzi e monumenti giganteschi e minacciosi che sembrano prendere vita all’improvviso. A metà strada, poi, Del Col aggiunge percussioni solenni che regalano dinamismo al pezzo prima che cominci ad annoiare, fondendole con drone tristissimi di cui non saprei individuare la sorgente, ma che trasmettono e fanno provare un profondo dolore spirituale, da sempre una delle caratteristiche del sound di Antikatechon. Non è male nemmeno l’altro episodio, “The Sacred Vortex”, come se Antikatechon provasse a essere Skullflower (o viceversa). Penso che il disco rimarrà confinato nella sua nicchia, ma penso anche che sia frutto di un tentativo di non ripetersi, non così scontato nella sua nicchia.

(Fabrizio Garau)

https://www.thenewnoise.it/antikatechon-sublime-ascension/

mercoledì 25 gennaio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Ver Sacrum"

Ritorna Antikatechon, l’oscuro ed ermetico progetto di musica dark-ambient di Davide Del Col. Il nuovo album, intitolato Sublime Ascension, è composto da 2 lunghe tracce, ognuna lunga circa 26 minuti. La title-track inizia in maniera cupa e inquietante, con rimbombi tenebrosi che sembrano uscire dall’Ade. L’atmosfera è plumbea e da suicidio: la musica si avventura in territori post-industriali e dark-ambient sicuramente già sentiti. Ma questo non vuol dire che ci troviamo di fronte ad un prodotto sterilmente derivativo in quanto Antikatechon ha un’anima e ha qualcosa da dire. Durante l’ascolto si avverte una costante tensione sotterranea che sembra pronta a deflagrare in qualsiasi momento. Sembra di essere alla presenza di un antico rituale “lovecraftiano” in cui viene evocato Azathoth, “il dio cieco che gorgoglia e bestemmia al centro dell’Universo”. La seconda traccia “Sacred Vortex” è un lungo trip composto da una materia sonora stratificata. Le ambientazioni sono sempre oscure ed evocano un abisso allo stesso tempo interiore ed esteriore. A circa metà la musica diventa cosmica ed eterea e si ha la sensazione di precipitare in un pozzo senza fondo. Poi le percussioni prendono il sopravvento conducendoci a visitare gironi infernali in cui sono intrappolate le anime dannate condannate alla sofferenza eterna. Il finale pacato sembra forse suggerire una possibile via d’uscita dall’incubo. “Sublime Ascension” è l’ottavo album in studio di Antikatechon ed esce per la Heerwegen Tod Production. L’artwork è di Giuseppe Verticchio. Disponibile su Bandcamp: https://antikatechon.bandcamp.com/album/sublime-ascension.

(Caesar)