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venerdì 19 ottobre 2012

Interview on "The New Noise"

Davide Del Col è una persona-chiave in Italia per quanto riguarda l’ambient e i suoni sperimentali. Le tante collaborazioni che ha avviato ci permetterebbero di parlare per ore di questo mondo piccolo ma estremamente prolifico e di qualità. In quest’intervista abbiamo cercato di capire il suo grado di coinvolgimento nei vari progetti a cui partecipa, ma se per caso – ad esempio – avessimo deciso di parlare di etichette, ecco che sarebbero saltati fuori i nomi di Afe, Ebria, Small Voices, A Silent Place, Silentes, Oktagön, quindi dieci e più anni di storia di un genere in Italia.
Ho avuto modo di seguire molti dei tuoi progetti. Vorrei che tu mi parlassi di Ornament, che è l’unico su cui non sono documentato.
Davide Del Col: Ornament è stato il mio primo progetto elettronico, nato nel 1999 ed orientato su un versante ambient/industrial con precise caratteristiche quali la ripetitività e il minimalismo. Con quella sigla ho pubblicato una tape, tre cd-r e un album in formato digitale, in più si conta qualche partecipazione in varie compilations.
Molnija Aura: duo con Andrea Marutti, cioè Amon, Hall Of Mirrors, Afe Records e quasi vent’anni di attività nel mondo sperimentale italiano. Come ti trovi con lui e come è nata l’idea di fare un disco assieme? C’entra anche il fatto che negli ultimi anni c’è stata la riscoperta delle ambientazioni “cosmiche” e kraut?
Io e Andrea ci conosciamo da anni (Afe Records nel 2005 si era anche occupata della ristampa del secondo album di Ornament, Unicorn Lullaby), cosi un giorno gli feci ascoltare del materiale che avevo registrato usando il mio sintetizzatore abbinato a vari effetti. Lui mi chiese se poteva metterci mano e aggiungere delle sue idee, così è nato Utopian Suns. Quel tipo di sonorità e atmosfera tipicamente cosmica mi affascina da sempre, non è stato un tentativo di accodarci ad un trend “revivalistico”, non siamo interessati a questi aspetti.
Echran: Il primo Echran ha ricevuto tanti responsi positivi. Tagliente, crudo, teso. Poi è uscito ancora un disco che continuava il discorso dell’esordio. A che punto siete ora e che avevate in mente quando l’avete iniziato?
Echran è stato fondato nel 2003, l’unica cosa che avevamo in mente era quella di sperimentare unendo le nostre precedenti esperienze. Va detto che è un progetto più di “proprietà” di Fabio Volpi che mio, in quanto lui ha sempre composto tutte le liriche e la maggior parte delle musiche, io ho contribuito in maniera minore a creare l’identità del progetto rispetto a lui. Attualmente è il lavorazione un terzo disco, c’è stata l’entrata di un terzo membro (Accursio Graffeo) e Fabio sta sperimentando nuove soluzioni per le live-performances.
Antikatechon: inizialmente l’ho visto come una continuazione di certe cose Cold Meat Industry, ma col secondo lavoro trovato degli agganci anche con quanto stanno facendo Riparbelli, Hall Of Mirrors e altri italiani. Come mai hai deciso di misurarti su questo scivolosissimo terreno? Nel senso che su certi suoni e su certi immaginari si è detto moltissimo in questi vent’anni.
Non è stata una decisione a tavolino, ho cercato di unire atmosfere tipicamente industriali e profonde con strutture melodiche, senza tralasciare l’aspetto marziale. Ovvio che venga visto come una “reprise” delle release della Cold Meat Industry, in quanto non ho problemi ad ammettere che gruppi come Raison D’Être e Desiderii Marginis hanno significato molto per me in termini di influenze musicali. Quasi nessuno invece ha visto in Antikatechon un collegamento con i Kirlian Camera degli anni ‘90, io lo avverto chiaramente. Di Riparbelli sinceramente ho ascoltato molto poco, ci possono essere agganci con Hall Of Mirrors, anche se, essendo un progetto contemporaneo al mio, non li posso considerare come un “influenza”, o almeno, non di quelle che ti lasciano un segno dentro per anni. Detto questo, penso che in fondo in Antikatechon ci sia anche un po’ di mio. Credo, almeno spero, che non sia un progetto cosi totalmente “derivativo”.
Per fortuna non è derivativo, ma il rischio era grosso, questo intendevo. Quando ascoltavo Raison D’Être mi facevo sempre domande sul contenuto cristiano e “sacro” del disco, di riflesso poi anche su Desiderii Marginis, nel quale secondo me questa componente pesava molto di meno. Il tuo caso, sin dalla scelta del nome e dell’immaginario, mi costringe a chiederti a che pensi di fronte a una croce.
Trovo molto affascinante e suggestivo il Libro della Rivelazione, tuttavia considero il Cristianesimo un’organizzazione criminale molto ben attrezzata, e nella mia musica non è certo esaltato e glorificato, ma calato in un contesto tetro, minaccioso ed angosciante.
Rhetra: non molto tempo fa, chi suonava quello che suoni tu snobbava il metal e storceva la bocca quando sentiva black metal, un genere che sin dagli MZ.412, invece, bussava alle porte di certo industrial ambient. Tu come la vedi la questione black?
Ascolto metal da una vita e sono molto legato all’ottica del black più primordiale (Emperor, Darkthrone, Gorgoroth) pur apprezzando anche varie contaminazioni che hanno caratterizzato il genere nel corso degli anni, cosi quando la mia amica Sofia mi ha proposto di creare i Rhetra, ho accettato con entusiasmo. Avevo già una certa esperienza con la batteria, anche se avevo smesso di suonarla da molto tempo, riprenderla in mano è stato divertente, anche se un po’ impegnativo. In questo progetto io non prendo parte alla composizione, lascio tutto nelle mani di Sofia, e devo dire che nonostante i richiami al classico black old-school, lo stile delle sue composizioni è molto personale.
Come funziona l’ispirazione quando si agisce sotto così tante sigle? Come fai a capire che stai facendo qualcosa che potresti utilizzare per Echran anziché per Antikatechon (e così via)?
Come ho già detto prima, in alcuni progetti non mi occupo della composizione ed il mio contributo è marginale, ma in ogni caso le sonorità delle varie entità musicali con le quali interagisco sono nettamente diverse, quindi la questione da te sollevata non mi ha mai sfiorato, riconosco immediatamente se un tipo di suono è adatto o meno ad essere inserito in un contesto piuttosto che in un altro.
Sei apparso su varie etichette, anche italiane. Non faccio l’elenco, ma accanto a nomi più di lungo corso negli anni sono emerse Glacial Movements, Boring Machines, per non parlare di label più piccole dedite a vinili, cassette… Un tuo giudizio sulla situazione nazionale per quanto riguarda i generi che segui.
Sinceramente non sono la persona più adatta a tracciare una panoramica dell’attuale situazione di questa o quella scena musicale, in quanto ultimamene ho davvero poco tempo da dedicare agli ascolti. In ogni caso per quanto riguarda la scena elettronica/sperimentale/ambient l’Italia ha sempre avuto un ruolo di primo piano, rappresentata da artisti importanti. Di recente ho davvero ascoltato molto poco, posso segnalarti il nuovo cd di Nimh in collaborazione con Day Before Us, davvero un ottimo album. Per quanto riguarda le etichette va sicuramente menzionata anche Silentes, che sta facendo molto bene.
All’estero, invece, che artista/band ti ha sorpreso in questi anni?
MI è piaciuto il nuovo album di Mario Diaz De Leon, Hypnos, davvero molto interessante. E ho apprezzato alcune uscite del giro dubstep, come i primi dischi di Burial e Vex’d.
Ti lascio come di consueto lo spazio per raccontarci dei tuoi progetti futuri e se intendi suonare in giro.
Attualmente sto lavorando al nuovo Antikatechon, che sarà una collaborazione con Nimh, e a breve suonerò dal vivo coi Rhetra.
(intervista a cura di Fabrizio Garau)
http://www.thenewnoise.it/davide-del-col-antikatechon-rhetra-molnija-aura-echran-ornament/

domenica 22 luglio 2012

Antikatechon: interview on "Santa Sangre" webzine

interview by: stark

Today we’d like to present the interview with Italian project called Antikatechon, which not so long ago gave the ambient world an excellent album “Chrisma Crucifixorum”. We were talking with Antikatechon’s mastermind Davide Del Col. Have a nice reading.

According to the New Testament, “katechon” means “the one who withholds” the coming of the Antichrist – should Antikatechon be considered as “the one who withholds katechon” or is there any other meaning of this name?
Yes, Antikatechon means the intention to support the dissolving forces. It is a philosophical concept, so the interpretation can be expanded in many situations (religious, political, social etc.).
Is there any particular ideology standing behind Antikatechon?
There is an apocalyptic message that reflects my own idea about human corruption. With my music I want to create an epic and solemn scenario of the cleansing that must be done.
Which albums and artists had the greatest impact on you in the past and somehow formed you (at least in some part) as a musician?
I have to mention Current 93, Raison d’être , Kirlian Camera’s “Solaris” and “Schmerz” albums, Illusion of Safety, early Deutsch Nepal. However I also listen to different genres of music, like extreme metal, progressive rock, electro, kraut-rock etc.
I’d like to ask you about the idea of using the Latin language entirely, within Antikatechon’s activities. Why have you taken such a step and how is it related to the whole Antikatechon concept?
Well, I used the Latin language simply because I like it. I love dead languages. Latin is a very solemn language, so it is adapted to my atmospheres. But maybe in the future I will also use English or other languages.
Your debut is released by the Silentes label, which in my opinion is a perfect place for such projects as yours – what was the reason for you leaving Stefano Gentile’s label and joining the Polish Rage In Eden label which is mostly known for releasing martial music?
When “Privilegium Martyrii” was released, Silentes had many albums scheduled for release, so I preferred to also contact other labels. Rage In Eden is more oriented on Martial Music but that is not a problem for me. Marcin was enthusiastic about my music, and he immediately accepted to release “Chrisma Crucifixorum”, so I’m very happy for this solidarity.
In my opinion your music has something in common with Italian projects like Hall Of Mirrors, as well as with sacral Raison d’être-esque ambient. How would you refer to such comparisions?
I’m interested in melody and sacral concepts, but I also like structures based on drones, field recordings and death industrial loops. The consequence of this “duality” is to be connected to different styles of dark ambient. I am a fan of Hall of Mirrors but this project does not represent an influence for me, because it is a project contemporaneous to Antikatechon. Influences have to be searched for in my past, when I started to compose, and they are the projects I mentioned above.
How important is music in your life? Do you consider it more as a hobby, as an escape from trivial, day-to-day problems, or perhaps as something else?
Music is almost all of my life, not a simple hobby. It is the way I have to express myself.
I know that Giuseppe Verticchio was responsible for the mastering in “Chrisma Crucifixorum”. I have to tell you that I hold Nimh in very high esteem. And – to be honest – I can hear many similarities in sound between Antikatechon and Nimh or mentioned above Hall Of Mirrors. Could you tell me about the relationship between you and Giuseppe? Is it only on musical ground?
Giuseppe is first of all, a real friend. I have known him since, a dozen years ago, he asked me some CDr copies of Ornament, my first solo project born in 1999. He is a beautiful person and an artist with a huge personality. He made a very good mastering on “Chrisma Cruxifixorum” and he also engineered the sounds on “Privilegium Martyrii”.
According to Discogs, you are or were involved in many other projects apart from Antikatechon. Could you present in few words Rhetra, O Diabo De Vila Velha, Ornament, 30 Seconds Over Teheran, Echran, Molnija Aura and any others that elude me?
Rhetra is my black metal band in which I play drums. O Diabo De Vila Velha is just a moniker I used for some compositions inspired by 70s and 80s cosmic music. Ornament was my first solo project, started in 1999 and ended in 2003. Under this name I released 3 CDrs and a digital album. 30 Seconds Over Teheran was a collaboration with Paolo Romano (from the band I/O), we recorded some experimental tracks that were never released. Echran is my collaborative project with Fabio Volpi and Accursio Graffeo, born in 2003. We released two CDs and played live in various festivals. Molnija Aura is a cosmic ambient project in duo with Andrea Marutti. You forgot Nimeton Geist, but it is not a main project, I used this name for a tape release on The MGS records.
I think Italy has the strongest ambient and dark ambient scene in Europe. I can’t think of any other country which has so many great projects that correspond to my emotions in such a perfect way. But how do things look ”from the inside”? What’s your opinion about the Italian scene? Do you have any favourite artists or albums?
I think the Italian scene was always supported by important and inspired artists, from Maurizio Bianchi to Kirlian Camera, from T.A.C. to Alio Die, up until the more contemporary projects like Amon, Bad Sector, Nimh, Hall of Mirrors. I am very honoured to collaborate with Andrea and Giuseppe. If I have to mention some albums, I’d say “Solaris” and “Schmerz” by Kirlian Camera, “La nouvelle art du deuil” by T.A.C., “The Legacy” by Amon, “The Unkept Secret” by Nimh.
Perhaps you could recommend an unknown, young Italian artist which in your opinion deserves some more attention?
Surely there is something interesting, but I have not listened to any recent music lately.
What was the most beautiful and inspiring place you’ve ever been?
Well, I think Estonia is a wonderful country, I like natural places, not as contaminated and industrialized as the town where I live in. In Italy there are many lovely places, I like Tuscany and Umbria, both extraordinary regions.
Are you interested in football? I guess you liked your national team performance during Euro 2012?
Yes, I like football, I played myself in the past and I am a supporter of the Udinese team because I have Friulian origins. But Here in Italy football is a real disease and it’s ruining the sport. Italy did good in the European Championship, beyond all expectations.
Any plans for the nearest future?
I just started to compose new songs for the next Antikatechon release, and I’m working to improve my drumming skills for future live shows with Rhetra.
Thank you for the interview!

http://santasangremagazine.wordpress.com/2012/07/22/scenario-of-the-cleansing-that-must-be-done-interview-with-antikatechon/

lunedì 9 maggio 2011

Molnija Aura: interview on "Dagheisha"

a cura di Divine

Quali obiettivi si prefigge questo progetto?
Non abbiamo obiettivi particolari, il progetto è nato come collaborazione tra due amici che si conoscono da diversi anni e condividono una passione comune per suoni dilatati e di orientamento sci-fi.
Come siete arrivati alla pubblicazione di 'Utopian Suns'?
Nel modo più classico. Una volta realizzato il master definitivo del lavoro, lo abbiamo spedito ad alcune etichette che a nostro avviso erano adatte a pubblicarlo; Topheth Prophet è stata la più veloce a raccogliere la nostra proposta.
Quando sono state registrate le tracce?
I brani che sono confluiti nel disco, più altre registrazioni rimaste inedite, sono stati realizzati nella prima metà del 2007. L’editing e la selezione del materiale si sono poi protratti per più tempo, fino ad arrivare alla stesura finale e al mastering sul finire del 2009
Avete utilizzato dei metodi di registrazione particolari?
Partendo da suoni e parti create con sintetizzatori analogici e digitali, i brani sono stati poi assemblati tramite l’utilizzo di software. Davvero nulla di particolare o fuori dal comune.
E' curioso come la copertina rimandi alle notizie dei giornali degli anni sessanta sulle missioni nello spazio. Un'immagine vintage per un suono che in teoria dovrebbe essere proiettato verso il futuro...
Ci piace molto l’immaginario legato alla vecchia fantascienza e l’iconografia dell’era spaziale, tuttavia l’impronta musicale non è per forza orientata su sonorità “retrò”. Allo stesso tempo però, non crediamo che il suono del disco sia così proiettato verso il futuro, ma è sospeso in un’orbita spazio-temporale a sé stante e dotato di gravità propria.
Ricercare una dimensione spaziale vuole essere un modo per sfuggire alla realtà di tutti i giorni?
Non necessariamente, vivere significa confrontarsi ogni giorno con la realtà; le atmosfere contenute nel nostro disco non costituiscono una via di fuga à ma suggeriscono l’idea che il materialismo non sia la base dell’esistenza. L’album ha i connotati di un viaggio, con una partenza, un’esplorazione verso nuove conoscenze fino all’inevitabile e traumatico ritorno.
Pensate che il disco avrà un seguito?
Certamente, al più presto.
Nella mia analisi ho parlato di una ricerca di utopiche fonti di luce che vive momenti di estasi totale e altri di depressione cosmica. Continuerete a mantenere la vostra musica in bilico tra questi due aspetti anche nei prossimi dischi?
Al momento non abbiamo ancora scelto i leitmotiv su cui sarà strutturato il nostro prossimo lavoro. Non è detto che tali tematiche non possano essere affrontate da altri punti di vista e con altri tipi di sonorità.
Quant’è complesso passare da un progetto all'altro? I dischi di Hall Of Mirrors, Amon e Molnija Aura, per quanto possano essere ricongiunti a simili concettualità di base, si muovono in direzioni diametralmente opposte...
(Andrea) Non mi pare che si muovano in direzioni poi così tanto opposte. In quanto a complessità, non ne rilevo alcuna perché, specialmente per quanto riguarda le collaborazioni, dal mio punto di vista è sempre naturale e stimolante affiancarsi ad altri musicisti ed influenzarsi a vicenda.
Ha un senso parlare ancora di dark ambient al giorno d'oggi?
Le etichette non sono la priorità, è la personalità dei musicisti che conta. Ha senso parlarne quando c’è un artista con delle proprie caratteristiche definite che si ritrova in questo stile musicale. La stessa filosofia è applicabile per tutti i generi.
Quali sono i vostri prossimi impegni?
(Davide) Al momento sono impegnato nella registrazione del primo album dei Rhetra, duo black metal nato dalla collaborazione con la cantante/chitarrista Sophia, nel quale io mi occupo delle parti di basso e batteria. Con il progetto Echran (che condivido con Fabio Volpi e Accursio Graffeo) stiamo lavorando ai brani del prossimo disco e inoltre abbiamo anche del materiale audio-video nuovo che stiamo elaborando per le situazioni live. Infine a breve Silentes pubblicherà l’album di debutto del mio nuovo progetto solista.
(Andrea) Io invece sono piuttosto concentrato sulla nuova identità della mia etichetta; da quest’anno infatti il mio intento è quello di realizzare soltanto produzioni in formato CD, destinate possibilmente ad una distribuzione più ampia. Sul fronte musicale invece, entro l’anno dovrebbe uscire il nuovo album del progetto Hall of Mirrors che condivido con Giuseppe Verticchio, mentre il secondo CD del progetto Sil Muir insieme ad Andrea Ferraris fa’ già parte delle release programmate su Afe per i prossimi mesi.
Quali sono i dischi più interessanti che avete ascoltato ultimamente?
(Andrea) Restando in tema, di recente ho apprezzato il lavoro di Fabio Selvafiorita e Valerio Tricoli uscito per Die Schachtel; spaziando in altre direzioni avulse dal contenuto di questa intervista, ho scoperto con piacere i dischi di Dick Jensen pubblicati a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, grandiosi!
(Davide) Dawnbringer “Nucleus”, Inquisition “Ominous Doctrines of the Perpetual Mystical Macrocosm”, False Mirror “The Derelict World”, Nimh “Krungthep Archives”.

www.dagheisha.com

sabato 7 maggio 2011

Echran: interview on "Solar Ipse" fanzine

A cura di Loris Zecchin

TUTTI I COLORI DEL BUIO

ECHRAN

Ai tempi dell’esordio si dilettavano a costruire un’architettura sonora capace di raccordare i gorghi ossianici Coil al più classico dei landscape industrial. Oggi con “In Offret” (A Silent Place rec.) correggono il tiro e ci regalano un album che incrementa la posta in gioco di un bel po’. Crepitii, disturbi elettrostatici, l’innalzarsi di un onda cavernosa alla moviola, un filo dell’alta tensione reciso che penzola nel vuoto…il tutto assemblato in maniera fantasiosamente partecipata, scenografica ma non eccessiva. Un bad trip d’una fine di austera bellezza, in cui la distanza tra le cose è resa incerta da una pulsazione che si impossessa di tutto.


Cominciamo subito con una curiosità, nel vostro my space, alla voce “E simile” è riportato: “al tentato suicidio di Alain Delon risolto con successo”. Perché questo divertissement? Suicidio come forma d’arte?
Fabio: No, molto più semplicemente è un commento, direi efficace, di un nostro amico nei confronti della nostra musica.

Echran sono Fabio Volpi e Davide Del Col, rispettivamente vocals, visuals + programming & synth + programming. Chi è invece l’Accursio Graffeo che viene accreditato come aiuto visuals durante le performance dal vivo?
Davide: Accursio è un amico. In alcuni concerti si è occupato dei live visuals. Inoltre ha partecipato alla produzione di entrambi i nostri cd, essendo stato membro della Ebria records (etichetta ora chiusa) ed ora attivo con la sua personale label The MGS.

Fabio ha fatto parte del collettivo audiovisivo Otolab, mentre Davide, con il nickname Ornament ha siglato due album di ascendenza industrial..potete dirci qualcosa in più su questi trascorsi? In che modo l’esperienza accumulata ha portato agli Echran?
Davide: Ornament è stato in generale il mio primo progetto elettronico. E' la sigla con cui ho realizzato una cassetta, 3 cd-r e un album per una net-label, olre alla partecipazione a qualche compilation. Ho portato avanti il progetto per 5 anni, dal 1999 al 2003. Fabio lo conoscevo da tempo, circa dal 1996, sapevo della sua collaborazione con Otolab, e nel 2003 abbiam deciso di provare qualcosa insieme. Da li è nato il progetto Echran. Non considero Echran una evoluzione di Ornament, quando suono da solo utilizzo un metodo diverso rispetto a quando suono con Fabio.

In un raffronto tra il debutto e “In Offret” quali sono i margini di miglioramento/evoluzione?
Fabio: Non c'è evoluzione tra i due lavori, solamente uno spostamento su un altro percorso parallelo, nel quale vivono personaggi, vite e suoni differenti

Tiratura di entrambe le uscite?
Davide: 500 copie il primo, 1000 il secondo.

Io vi immagino così: persone schive, animate da una fede che impedisce qualunque vita esteriore…ci ho azzeccato?
Davide: In realtà siamo persone piuttosto socievoli. Siamo i classici bravi ragazzi "rumoristi" della porta accanto.
Fabio: Per contenere tutti i ruoli e i racconti che contengono i brani di questi 2 album in realtà bisogna essere molto aperti all'analisi e alle vite degli altri.

Non amo tutte le produzioni A Silent Place, ma riconosco l’occhio fine che ne anima la ricerca. Come siete arrivati a loro?
Davide: Pasquale (uno dei due proprietari della A Silent Place) lo conosco dal 1999. All'epoca pubblicò il primo cd-r di Ornament con l'etichetta che aveva allora. Inoltre il primo album di Echran è co-prodotto dalla Smallvoices (la sister label della A Silent Place).

Fatemi l’esempio di un gruppo/collettivo che secondo voi è riuscito, negli anni, a coltivare determinate ossessioni mantenendo inalterata l’onesta intellettuale.
Davide: Mi interessa l'ossessione pura, spogliata dall'intelletto. mi piace quando l'ossessione si traduce musicalmente nella reiterazione. Gli Scorn possono essere un buon esempio.
Fabio: Pan Sonic, Radiohead, forse Metallica, sicuramente Cristina d'Avena.

Ho scavato in rete per recuperare qualche informazione sul film che citate in “Sister Vk”, Slepa Paga di Hanna Antonina Wojcik, ma non ho trovato granchè..please,help me!
Fabio: E' un film che ho visto in un piccolo cinema a Milano ormai qualche anno fa. La storia è quella di una donna che mette in gioco la propria vita per la salvezza del fratello tossicodipendente. La colonna sonora è per me un capolavoro, in quanto si basa principalmente su un unico drone caratterizzato da bassi molto profondi.

Altri highlights cinematografici?
Fabio: Direi sicuramente gli attuali serials provenienti dagli States, come Lost, Dexter e Breaking Bad ad esempio.
Davide: Concordo pienamente!

Con le sue dilatazioni comatose “Anodine” si aggiudica la palma di miglior track del lotto. Vi ricordate le circostanze in cui l’avete composta?
Fabio: E' stata creata in un periodo di collaborazione con il musicista elettronico Pietro Riparbelli, fortemente influenzata dai racconti di A.Nothomb.

E l’omaggio a Ali Farka Toure, “Death Of A.F.T.”? Sentite di condividere con lui una propensione, mettiamola così, al “meticciato” artistico?
Fabio: No. Molto semplicemente A.F.Touré è stato un artista importantissimo per l'Africa, riuscendo a chiudere il cerchio, (musicalmente parlando) iniziato con la schiavitù, i canti gospel, il blues, riportando tutto nel Mali e rinforzandolo con la musica rituale locale che ha anche forti ascendenti di carattere islamico.

Hanno importanza nel vostro suono gli esperimenti fatti dai Clock DVA in “Buried Dreams”?
Davide: I Clock DVA mi piacciono, tuttavia non vedo un legame tra noi e loro. Il loro immaginario è più cyberpunk e il loro sound è molto diverso dal nostro.

In cabina di regia troviamo Giuseppe Ielasi. Lo conoscevate già da prima, oppure l’avete contattato appositamente per la produzione del disco? Nelle note è riportata la data del 2007..come mai tutto questo tempo per farlo uscire?
Davide: Giuseppe lo conoscevamo già prima. "In Offret" era pronto dal 2007, purtroppo però l'etichetta ha avuto dei problemi, dovuti ad un allagamento del proprio magazzino, e ha sospeso temporaneamente la propria attività, facendo slittare di parecchio tempo le uscite.

Molte etichette oggi stampano solo in vinile, magari accludendo nella confezione una password per scaricarsi gli mp3…pensate sia un metodo efficace per riavvicinare le persone all’oggetto disco?
Fabio: E’ un tentativo di marketing come un'altro, in un momento in cui i supporti e le tecniche di riproduzione e diffusione sono in continua evoluzione. Forse è uno dei pochi momenti nella storia musicale dove il contenitore è più veloce nel cambiamento rispetto al contenuto sonoro.

Siamo in chiusura. Svelateci qualche retroscena Echran di cui non avete mai fatto parola con nessuno…almeno fino ad ora!
Fabio: Non abbiamo retroscena, come diceva il leader dei Visage, siamo on stage 24 ore al giorno.



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