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sabato 3 ottobre 2026

Day Before Us / Antikatechon: "Eene Helle-en Hemelvaart" CD reviewed on "Suffissocore"

Nemmeno il tempo di assimilare l’eccellente ‘Post Dub Cities’ e mi trovo immerso nella seconda collaborazione tra Philippe Blache, Mariel de Laforé e Davide Del Col. Il titolo del lavoro è ispirato ad un ciclo di sonetti del poeta olandese Jacques Perk, che traccia una discesa infernale attraversata da un amore impossibile e dalla sofferenza, specchiata da un’ascensione celeste in cui il dolore si sublima in poesia. ‘Ene Helle- En Hemelvaart’, un viaggio tra l’inferno e il paradiso, sublima il tentativo di immaginare una vita in cui la bellezza non si rivela mai. Otto composizioni di puro dark ambient che che sembrano respirare attraverso una materia sonora priva di coordinate, dove l’assenza diventa forma e il silenzio una superficie sulla quale incidere cicatrici. Il suono non procede ma sedimenta. Si deposita lentamente, strato dopo strato, come una polvere nera sulle pareti di un luogo che non siamo certi di aver mai abitato. Gli autori lavorano per sottrazione, lasciando che droni, frequenze basse, detriti industriali, riverberi e correnti elettroniche costruiscano una mappa oscura alquanto dettagliata. Non esiste un centro, né una periferia: tutto è soglia, passaggio, sospensione. ‘Ene Helle- En Hemelvaart’ rifiuta deliberatamente qualsiasi idea di sviluppo tradizionale. Le composizioni sembrano piuttosto organismi immobili, attraversati da impercettibili mutazioni. Un suono emerge dentro un altro, una frequenza si deforma, una vibrazione apre una fenditura nell’oscurità. È musica che obbliga l’ascoltatore a modificare la propria percezione del tempo, fino a rendere quasi indistinguibili l’attesa e l’evento. Inferno e paradiso non sono luoghi contrapposti, ma due facce della stessa impossibilità. La luce, quando appare, non redime: rivela. E ciò che rivela è spesso più inquietante della tenebra (‘Wavering Through Empty Silence’ e ‘In the Dreary Night Embrace’). Le rare aperture melodiche assumono così la consistenza di fantasmi, apparizioni immediatamente riassorbite dalla massa sonora. Una lunga deriva sonora nella quale sprofondare.

(Lorenzo Becciani)

https://suffissocore.com/site/scalbumreview/15475/ene-helle-en-hemelvaart-day-before-us-antikatechon

mercoledì 9 settembre 2026

Day Before Us / Antikatechon: "Eene Helle- en Hemelvaart" CD reviewed on "Blessed Altar Zine"

Day Before Us have released “Eene Helle- en Hemelvaart” (A Journey Through Hell and Heaven) in collaboration with Antikatechon, bringing the two projects together once again. The album is based on the 1881 poetic cycle of the same name by Dutch poet Jacques Perk, whose ten-sonnet cycle follows the classical concept of katabasis—a descent into the underworld followed by an ascent toward the light. At its core, the album explores a journey of spiritual transformation, moving through darkness, suffering, and despair toward transcendence and renewal.

“Opening The Gates” starts with a drum-like sound that feels like an announcement, the beginning of a journey accompanied by the drone that creates the impression of a place somewhere beyond time and space, as if one is crossing the threshold into a different realm. The soundscape becomes calm and steady in “Wavering Through Empty Silence”. This track embodies a place within the void, where one hesitates in a silence that embraces the whole atmosphere. Perhaps it is an inner silence that makes one turn inward. Here, the voice of Mariel de Laforé plays a key role in creating a boundary between sound and silence.

The organ is the prominent element of “Een Spooknacht Uit Den Hemel is Gevloten”. It feels like a warning, as if something is about to happen. It announces the fall of darkness, but of course, not an ordinary night. This is a darkness that has come from heaven, descending upon the travelers. As the journey continues “In The Dreary Night Embrace”, the soundscape becomes more atmospheric, while the electric guitar adds a layer of harshness, embodying the difficulties and challenges along the path.

“When It Glistens at the Edge of the Hellish Sky” points to the light inside the darkness, as can also be seen in the cover art, featuring a painting by Ivan Aivazovsky, The Deluge. This track somehow has two distinct parts, as if one represents the light while the other reveals the darker side of the journey. The following track delivers sounds that embody the title, “The Mist”. It feels relieving, relaxing, and hopeful. The female vocals give the track a celestial weight. On the contrary, the second half of the track takes a darker turn, as if the sense of relief and hope gradually gives way to despair and regret.

“Walking Forevermore on the Floods of Regrets” is the next stage of the journey and nearly the final step. To me, it feels like a place where one confronts everything they have done and left undone, facing the regrets that have accumulated throughout life. Finally comes the last step, “Ascent to the Empyrean”. After all the hardships, it is time to leave, to meet the light and perhaps even become one with it. The soundscape conveys the abstraction of light, its weightlessness, and the feeling of nirvana. There is no longer a need to search or look back. After passing through darkness and confronting what lies within, the traveler finally reaches the light. Perhaps the ascent is not about escaping the darkness, but about understanding it well enough to move beyond it. 

9/10

(Pegah Razavi)

mercoledì 8 ottobre 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Suffissocore"

Un singolo, portentoso e violento suono dark ambient. Un monolite, suddiviso solamente per sfizio in cinque movimenti, che si abbatte sull’ascoltatore e lo percuote anche quando le atmosfere si fanno più rarefatte e le visioni, almeno in apparenza, meno oscure. Quello che più preoccupa di ‘Echoes From The Aureate Heavens’ - preciso che desidero porgere un complimento a Davide Del Col, da anni ai vertici della scena internazionale – è che riflette in maniera spaventosa quello che si prova a circolare, come zombie più vagabondi, nel mondo disagiato e fuori di testa di oggi. Rispetto a ‘Sublime Ascension’, la scaletta appare più varia e coraggiosa. La novità principale è rappresentata da un’alternanza più frequente e massiccia tra rumore e melodia, tra abissi e paesaggi sognanti. ‘Towards Zero’ e ‘Praying Maidens Before The Fountains Of Ichor’ sono veri e propri loop stellari, ‘Die Offenbarungsmaschine’ un omaggio a certo industrial tedesco mentre la title track, venti minuti sontuosi, simboleggia la sublimazione di un percorso artistico che ha visto il musicista impegnato sia in progetti come Molnija Aura e We Promise To Betray sia nelle collaborazioni con Nimh e Day Before Us. Un utilizzo della tecnica ardito e una visione che va ben oltre la musica commerciale o popolare. Quando mi trovo a recensire opere del genere sono sempre in difficoltà perché è complicato trovare le parole per convincere persone non avvezze a questa tipologia di arte ad avvicinarsi e scoprire qualcosa di nuovo e tanto intrigante. Quello che posso dirvi è che Antikatechon non è forma canzone e non è neppure soltanto musica. È un’esperienza e come tale va vissuta, facendo proprio quanto di più intimo e significativo si riesca a percepire dall’ascolto. 

(Lorenzo Becciani)

https://m.suffissocore.com/site/scalbumreview/15005/echoes-from-the-aureate-heavens-antikatechon

mercoledì 13 agosto 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Onda Rock"

A tre anni dal precedente “Sublime Ascension” Davide Del Col pubblica il nuovo album del suo progetto Antikatechon, “Echoes from the Aureate Heavens”, ancora una volta per l’tichetta polacca Heerwegen Tod Production.

La partenza è da brividi, con i primi suoni di “Towards Zero” in grado di trasportare letteralmente in un’altra dimensione: un loop oscuro carico di mistero avvolge subito l’orizzonte degli eventi, mentre prima una voce femminile lontana, poi l’immancabile nebbia di chitarre elettriche trasportano in un crescendo che trascina nei meandri dell’oscurità.

Il suono è ricco di dettagli e avvolge l’ascoltatore tra panorami a tratti austeri, a tratti soavi e luminosi.

Proprio questa la novità principale di un disco che sembra segnare una svolta nella carriera decennale del musicista milanese: aver introdotto in modo sempre più presente, strati di elettronica che risolvono le caratteristiche cavalcate nell’ombra in oasi di luce.

Come nella battaglia infernale di “Die Offenbarungsmaschine” che a metà corsa si apre con una melodia accecante degna dei più romantici In The Nursery.

Non mancano le visioni ultraterrene con riferimenti all’epica greca come nell’ambient stellare di “Praying Maidens Before The Fountains of Ichor”, tra i brani più melodici ed epidermici dell’intera carriera del musicista milanese. Lunghissimo finale di scaleta con l’omonima cavalcata austera di quasi venti minuti “Echoes from the Aureate Heavens”.

Voto: 7

(Roberto Mandolini)

https://www.ondarock.it/recensioni/2025-antikatechon-echoes.htm?fbclid=IwY2xjawMJOIRleHRuA2FlbQIxMQABHtD6lL0EV30ozsjieKk86HTAZNCgXCDvt0k4z-j6Um7-vKLA-n12v7uWzV8v_aem_XGzZYMIPgZBvzOg_jM9RUw

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Sodapop"

Il ritorno di Davide dal Col a nome Antikatechon è coerente con il titolo scelto e lascia spazio a voci fuori dal tempo, sontuose e magiche in una nebbia sonora oscura come un passaggio fra realtà ed ultraterreno. Sale e si inerpica dove la luce si fa bianca, l’aria viene a mancare e lo scenario cambia.

I cinque movimenti di Echoes from the Aureate Heavens sembrano essere rappresentazioni in movimento di scenari epici fuori dalla grazia dell’umanità, con bordoni ad avvilupparsi su se stessi come flussi di energia scalpitante in Die Offenbarungsmaschine, una macchina rivelatoria che svela una costruzione sonora giro su giro, in continuo movimento come un vaso sopra ad un tornio che impercettibilmente si modifica al tatto. Quella di Antikatechon è musica crepuscolare, oscura talvolta: dark-ambient che si prende il suo tempo per dispiegare le sue ali, prendendo un salmodiare ritmico al quale si aggiungono quel che sembrano versi in russo per un tocco di sacrale ambiente. È un racconto sui massimi sistemi che tramite suoni, immagini evocate e lenti movimenti foraggia un senso di meraviglia all’ascolto. A tratti accarezza l’idea di una musica new age ante litteram, quasi ante homini per la calma placida con la quale ci trasmette questi echi. Echi che, quasi per processo di sonificazione, si esprimono convertendo dati astronomici in quasi un’ora di oscuro viaggio astrale. Non un disco semplice nella sua fruizione ma che ripaga con un suono che pare in continua evoluzione, proprio come l’universo, grazie a dio.

(Vasco Viviani)

https://www.sodapop.it/phnx/antikatechon-echoes-from-the-aureate-heavens-heerwegen-tod-2025/?fbclid=IwY2xjawMJN7dleHRuA2FlbQIxMABicmlkETExSWFIeHRFMVdvSEI4ekZ1AR4e3dIgGxR0pnCmU3cSkunL356FrEpfjasTu6WxqdhPNB9jrOjAmFbRhnJ8Fw_aem_tD8vxnol80p3ylmgmwXq8A

martedì 29 luglio 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Darkroom Magazine"

Il lombardo Davide Del Col, navigato esploratore delle derive noise/drone con alle spalle quasi tre lustri di solida attività discografica, dà seguito al suo sodalizio con la polacca Heerwegen Tod, che dei nove lavori complessivi firmati Antikatechon ha pubblicato gli ultimi quattro, incluso quello in esame, rilasciato in jewel-case in edizione limitata a 500 esemplari. "Echoes..." si presenta in una forma sicuramente più scarna ed essenziale rispetto alla maggior ricchezza di elementi del precedente "Sublime Ascension", in linea con quello che le note ufficiali inquadrano come il focus dell'opera: "...colossali tessiture sonore che evocano oscure e futuristiche forze cosmiche e mistici luoghi sotterranei da antiche culle...". Partendo dalla ruvidità noise della materia dronica che funge da ineludibile base, Davide sviluppa nelle cinque lunghe tracce dell'album sensazioni ascendenti di un lento viaggio verso l'ignoto e l'arcano, modellando sapientemente melodie lasciano intravedere chiari spiragli di luce, come se al termine del cammino possano schiudersi dimensioni cosmico-spirituali mai raggiunte prima. La ruvida coltre dronico-industriale, a tratti anche minacciosa, lascia i giusti spazi a linee melodiche dilatate e cariche di pathos cui spetta il compito d'innescare l'enfasi drammatica, in una incessante rincorsa mistica verso l'ignoto ed il perduto avente il suo culmine nella conclusiva title-track, che in (quasi) venti minuti ci conduce oltre i confini conosciuti del Cosmo, seguendo quell'aura divina che promette rivelazioni. Altro lavoro degno di nota da parte dell'autore di stanza a Milano, che conferma di avere la fatidica marcia in più sul piano emozionale, oltre al cospicuo bagaglio d'esperienza ed alle comprovate capacità pratiche. Mastering e grafica, anche stavolta ben curati dal sodale Giuseppe Verticchio (Nimh), sono un ulteriore valore aggiunto.

Rating: 7

(Roberto Alessandro Filippozzi)

https://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Recensione.php?r=5318

martedì 1 luglio 2025

Antikatechon: "Echoes from the Aureate Heavens" CD reviewed on "Ver Sacrum"

C’è un silenzio che grava sulle stanze vuote del cosmo. Un silenzio che non è quiete, ma abbandono. Echoes from the Aureate Heavens, ultima discesa sonora di Antikatechon – alias del sempre più ellittico Davide Del Col – è una meditazione su quel silenzio, su ciò che giace oltre le soglie della percezione umana, là dove la luce delle stelle è solo un’eco di fuochi morti. L’album, pubblicato da Heerwegen Tod Production, etichetta polacca nota per la sua dedizione a un underground oscuro e autentico, si presenta come un monolite sonoro, freddo e impassibile. È la terza pubblicazione con la label, e forse la più compiuta, la più lucidamente disperata. Nulla qui cerca il conforto dell’ascoltatore: Antikatechon costruisce ambienti non per abitarli, ma per perdersi dentro, completamente. I tessuti sonori sono spessi come nebbie radioattive, droni che si estendono come deserti elettrificati, ritagliati da affioramenti di armonie elettroniche setose – rare e ingannevoli come miraggi nel vuoto. Non c’è melodia, non c’è ritmo. C’è solo una tensione perenne verso l’oltre, verso ciò che è antico, muto e siderale. Del Col si è mosso nel tempo tra label come Silentes e Rage in Eden, ma con Echoes il suono di Antikatechon raggiunge una forma finale, quasi terminale. La densità cosmica di questi brani evoca forze pre-umane, entità arcaiche sepolte nel firmamento o nella memoria collettiva del tempo. Ogni traccia è un varco: il passaggio attraverso una risonanza metafisica, dove l’umano è ridotto a un sussurro tra frequenze che non parlano più la nostra lingua. Eppure, in mezzo a questo abisso c’è una strana solennità. Come se Del Col, attraverso questo processo di decostruzione e isolamento totale, trovasse una forma di spiritualità terminale. È un’ambientazione sacra, ma senza dio. Una liturgia per universi spenti. A differenza dei suoi lavori precedenti, qui si percepisce un lieve affiorare di speranza ingannatrice: gocce di luce spettrale in un oceano di pece. Ma è una speranza congelata, destinata a dissolversi. Anche nei momenti emotivamente “elevati”, tutto resta imprigionato in una dimensione postuma, come se l’album provenisse da un futuro già morto. In un mondo che grida per visibilità e rumore, Echoes from the Aureate Heavens sceglie il ritiro, l’annichilimento sonoro, la contemplazione di un’esistenza disabitata. È un ascolto che non consola né intrattiene. È un manifesto dell’isolamento ontologico, una cattedrale costruita sul nulla. Per chi ha il coraggio di affrontarlo, questo disco non si dimentica. Non si ascolta: si subisce. Solo 500 copie. Giusto così. Non è musica per tutti. Forse non è nemmeno per noi. Disponibile su Bandcamp: https://antikatechon.bandcamp.com/album/echoes-from-the-aureate-heavens-2.

(Caesar)

https://www.versacrum.com/vs/2025/07/antikatechon-echoes-from-the-aureate-heavens.html?fbclid=IwY2xjawLRKr9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETFMeHNWWFlyNUtWZjRqeGpnAR5iCsWhNwFoIHVJZtelTD7Fm1ew1DYVaeg3tP48E80ib1BdoPdZjrT9Hx1CfA_aem_H74viVDEmwtsWF8-FSpE7Q

mercoledì 19 giugno 2024

Cult Of Light: "The Luminous Spiral" CD reviewed on "Igloomag"

The two masterminds behind this new coming project (Davide del Cole and Ascanio Borgia) are recognizable sound artists for those in touch with the understated dark music underground and its various scenes issued from the industrial then subterranean ambient cradles. Here they join forces to offer us a Dante-esque and apocalyptic thrilling noisy manifest. The conceptual background is deeply connected to primordial resonances, mythological resurgences and occult beliefs from engulfed or forgotten heathen religions.

Indeed what catches the ears is the groundbreaking and burgeoning ceremonial and ritual components of the music often immersing the listener in deep, quiet then unsettling or uncanny moods. Reverbered sound motifs meet white noise derelicts, long sustained cavernous drone vibes, and multi layered e-chords of meandering textures with discreet evanescent melodic lines. Fans of death industrialism and ritual ambient might find here a serious interest with pronounced mystical ends.

Recommended for those into the sanctified ascend-spiritual darkness of Skullfower, Necro Death Mort, Endvra, and Common Eider, King Eider. This opus is welcomed by the excellent Zazen Sounds, a key publisher regarding soundscapes in touch with the monolithic heaviness of extreme music genres as well as the darkly meditative inclination of sonic sound ritualism. Next to names such as Nordvargr or Shibalba, from their catalog l would quite recommended the dreary cinematic I Fjellets Hastighet by Sysselmann and the processed chamber acoustic music of The Machair That Covers The Saints.

(Philippe Blache)

https://igloomag.com/reviews/cult-of-light-the-luminous-spiral-zazen-sounds?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR3CaYWx3Vb_hrUkqwKT0qpALWKndV_AhES9EOOkj6qzGSnUeQBjFtw0HJE_aem_ZmFrZWR1bW15MTZieXRlcw

giovedì 23 marzo 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Onda Rock"

Antikatechon, alias Davide Del Col, continua a pubblicare sull'etichetta polacca Heerwegen Tod Production, specializzata in black metal, dark-ambient, industrial e noise.
"Sublime Ascension" raccoglie due lunghe tracce in cui il musicista italiano mostra il lato più etereo e rituale della sua musica: i ventisei minuti della traccia che dà il titolo all'album sono un crescendo di ombre e nebbia, tra lente oscillazioni sul lato oscuro della Luna e strati di rumore che seminano un drone circolare; intorno alla boa dei dieci minuti, il brano cambia passo e i timbri soavi di uno strumento angelico preludono alla coralità post-shoegaze della parte centrale, prima della solennità liturgica del gran finale.

"The Sacred Vortex" comincia con una ragnatela di rumori ancora più oscuri di quelli ascoltati nel brano precedente. Una melodia staziante si perde in un labirinto di feedback senza riuscire a trovare la via d'uscita. Poco prima del passaggio a nove minuti la chitarra elettrica smette di arrotolarsi su se stessa e si trasforma in un sintetizzatore stellare: l'onda generata dà vita a un drone abbagliante che si nutre di ogna forma di luce prima di eclissarsi e di lasciare in sotofondo solo i tamburi della notte.

Il cd è stato masterizzato da Giuseppe Verticchio, alias Nimh.

Voto: 7

(Roberto Mandolini)

martedì 7 marzo 2023

martedì 28 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Suffissocore"

Davide Del Col torna con due tracce - masterizzate da Giuseppe Verticchio che si è occupato anche dell’artwork - che invocano un’ascesa solenne, al limite del sacro, e si legano in maniera forte ad altri due lavori di grande spessore come ‘Privilegium Martyrii’ e ‘I Feel Nothing But Repulsion’. Nel primo caso perché, soprattutto nella title track, si percepisce un ritorno alle origini, al motivo per cui lo sperimentatore e manipolatore sonoro si è rivolto alla musica dark ambient e l’ha scelta come strumento espressivo. Nel secondo caso – il vortice a cui si fa riferimento potrebbe trovare facile condivisione da parte di tutti coloro che nutrono forme di disagio nel quotidiano - ho trovato similitudini a livello di mixaggio, con una serie di percussioni marziali che danno il senso del ritmo durante l’ascolto. In entrambi gli episodi la durata è pari ad oltre ventisei minuti e chi si avvicina all’opera è destinato ad essere trasportato in un’altra dimensione. Una dimensione glaciale che può essere sognante e astratta, eppure estremamente concreta. Quella di ‘Sublime Ascension’ è infatti una dark ambient in grado di lasciare lividi e la portata del messaggio di Antikatechon è tale che sarebbe davvero auspicabile una trasposizione dal vivo, sia nei live club che siamo abituati a frequentare sia a complemento di installazioni sonore in strutture museali a carattere contemporaneo.

(Lorenzo Becciani)

https://m.suffissocore.com/scalbumreview/13579/antikatechon-sublime-ascension


      

venerdì 10 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Sodapop"

Ascensione sublime ed il vortice sacrato. Titoli che mutuano un cambiamento di stato, un evoluzione ed lavoro, su se stessi e sul suono.

Ottavo disco per Anticatekhon, monicker dietro il quale si cela Davide Del Col, una vita spesa ad irrorare di dark ambient la via e la vita. Un primo brano, Sublime Ascension, brumoso ed a suo modo leggero, come potrebbe esserla una lenta panoramica in un bosco notturno. Buio ornato di rintocchi, piatti frusti e cineserie cristalline a portarci sempre più su.

Una mantecatura orchestrale, degli strali percussivi, variazioni di un tema a cerchi concentrici. The Sacred Vortex sembra essere maggiormente basale ed immobile come sensazione. A tratti vicino a certe cose dell’ultimo Gianluca Becuzzi, a tratti ad una psichedelia noise, come soggetti ad uno spostamento di pulviscolo materico fra le onde sonore.

Ci sono molti movimenti nella musica di Anticatekhon. Cambi di scena, senza mai la minima parvenza di avere fretta o di abbracciare uno specifico ritmo. Resistiamo, abrasi, sabbiati e grati.

(Vasco Viviani)

https://www.sodapop.it/phnx/__trashed/

venerdì 3 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Side-Line"

Genre/Influences: Dark-Ambient, Cinematic.

Format: Digital, CD. 

Background/Info: After having released different productions on Rage In Eden, Italian Davide Del Col aka Antikatechon released his second production -and first solo-album, on Heerwegen Tod Production. “Sublime Ascensionb” is the eighth album by Antikatechon and features two long during tracks. 

Content: Both tracks going over 26 minutes invite the listener to the disturbing, obscure, sound universe of Del Col. Imaginary sound corridors built up with humming sound waves and ghost-like whispers are leading the listener throughout an overwhelming darkness. The second cut moves in a similar way although also reveals unexpected, dark, relaxing passages while you’ll notice guitar effects as well. 

+ + + : The title track confirms the potential of the artist. It’s a perfect mix between Dak-Ambient and Cinematic music which has been meticulously and patiently built up ending into an obscure and perverted sound universe. This is a track with a visual strength. 

- - - : There’s a contrast between the great title track and “The Sacred Vortex” which in a way rather sounds as a B-side cut. 

Conclusion: Antikatechon remains driven by ghost-like atmospheres and horror-like visions which will please fans of Dark-Ambient and especially Cinematic music. 

Best songs: “Sublime Ascension”. 

Rate: 7½. 

mercoledì 1 febbraio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "The New Noise"

Antikatechon è, credo, uno dei progetti più longevi di Davide Del Col, che per fortuna ha trovato col tempo una propria voce, emancipandosi dall’influsso della Cold Meat Industry, specie da quello di Raison D’Être. In quest’album composto da due episodi di 25 minuti la title-track, pur dando qualche carezza ai fan del (sotto)genere con alcuni campionamenti un po’ ovvi, ha tutto ciò che uno può chiedere a un disco dark ambient, in primis la capacità di circondare piano piano chi ascolta con una realtà diversa da quelle in cui si trova fisicamente, sfruttando la potenza del suono (delle basse frequenze, ma non solo): qui è un attimo a sparire dal 2023 e trovarsi in qualche città abbandonata migliaia di anni fa, in piena notte, tra palazzi e monumenti giganteschi e minacciosi che sembrano prendere vita all’improvviso. A metà strada, poi, Del Col aggiunge percussioni solenni che regalano dinamismo al pezzo prima che cominci ad annoiare, fondendole con drone tristissimi di cui non saprei individuare la sorgente, ma che trasmettono e fanno provare un profondo dolore spirituale, da sempre una delle caratteristiche del sound di Antikatechon. Non è male nemmeno l’altro episodio, “The Sacred Vortex”, come se Antikatechon provasse a essere Skullflower (o viceversa). Penso che il disco rimarrà confinato nella sua nicchia, ma penso anche che sia frutto di un tentativo di non ripetersi, non così scontato nella sua nicchia.

(Fabrizio Garau)

https://www.thenewnoise.it/antikatechon-sublime-ascension/

mercoledì 25 gennaio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Ver Sacrum"

Ritorna Antikatechon, l’oscuro ed ermetico progetto di musica dark-ambient di Davide Del Col. Il nuovo album, intitolato Sublime Ascension, è composto da 2 lunghe tracce, ognuna lunga circa 26 minuti. La title-track inizia in maniera cupa e inquietante, con rimbombi tenebrosi che sembrano uscire dall’Ade. L’atmosfera è plumbea e da suicidio: la musica si avventura in territori post-industriali e dark-ambient sicuramente già sentiti. Ma questo non vuol dire che ci troviamo di fronte ad un prodotto sterilmente derivativo in quanto Antikatechon ha un’anima e ha qualcosa da dire. Durante l’ascolto si avverte una costante tensione sotterranea che sembra pronta a deflagrare in qualsiasi momento. Sembra di essere alla presenza di un antico rituale “lovecraftiano” in cui viene evocato Azathoth, “il dio cieco che gorgoglia e bestemmia al centro dell’Universo”. La seconda traccia “Sacred Vortex” è un lungo trip composto da una materia sonora stratificata. Le ambientazioni sono sempre oscure ed evocano un abisso allo stesso tempo interiore ed esteriore. A circa metà la musica diventa cosmica ed eterea e si ha la sensazione di precipitare in un pozzo senza fondo. Poi le percussioni prendono il sopravvento conducendoci a visitare gironi infernali in cui sono intrappolate le anime dannate condannate alla sofferenza eterna. Il finale pacato sembra forse suggerire una possibile via d’uscita dall’incubo. “Sublime Ascension” è l’ottavo album in studio di Antikatechon ed esce per la Heerwegen Tod Production. L’artwork è di Giuseppe Verticchio. Disponibile su Bandcamp: https://antikatechon.bandcamp.com/album/sublime-ascension.

(Caesar)


martedì 10 gennaio 2023

Antikatechon: "Sublime Ascension" CD reviewed on "Darkroom Magazine"

Dopo il lavoro a quattro mani assieme a Day Before Us del 2020, Davide Del Col rinnova il sodalizio con la Heerwegen Tod anche per il nuovo lavoro (l'ottavo, complessivamente) del suo act principale, rilasciato in un essenziale jewel-case nel tipico stile della label polacca. Diviso in due lunghe tracce, come già avvenuto per "The Sanctum Of Saturation" del 2018, "Sublime Ascension" prosegue in un cammino che incrocia sapientemente la materia dark ambient col noise dronico in una tela che si colora - con toni rigorosamente scuri - di melodie drammatiche, vortici intensi, colpi ritmici e tensioni in crescendo, non senza riflessi sonici di alta caratura e d'indubbia efficacia didascalica. Due suite di 26 minuti l'una (la title-track e "The Sacred Vortex") in cui il musicista lombardo dà sfoggio delle proprie abilità di autentico sound designer, comunicativo nelle sue trame cariche d'oscurità e di un innegabile pathos drammatico, con maggior enfasi sul lato emozionale del suono rispetto al taglio più filmico di tanti colleghi. Un flusso oscuro in continuo movimento che Davide conduce con la sicurezza di chi possiede la giusta esperienza, sulla scorta di una resa audio assolutamente degna di nota, con l'amico e sodale Giuseppe Verticchio (meglio noto nei panni di Nimh, e col quale il Nostro condivide il progetto We Promise To Betray) chiamato anche stavolta a curare sia il mastering che la grafica. Altro tassello di qualità nella discografia di Antikatechon, progetto che garantisce spessore artistico ad ogni livello per quei palati fini che ben conoscono schemi e malizie delle sonorità dronico/ambientali, preferendo le forme espressive emotivamente più profonde.

Rating: 7

(Roberto Alessandro Filippozzi)

http://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Recensione.php?r=4883


giovedì 1 aprile 2021

Day Before Us & Antikatechon: "Complaintes au Bord d'un Autre Monde" CD reviewed on "Side-Line"

Genre/Influences: Dark-Ambient, Cinematographic. 

Format: Digital, CD. 

Background/Info: This album is a collaboration between French artist Philippe Blache (Day Before Us) and Italian artist Davide Del Col (Antikatechon). They both were label mates on Rage In Eden Records and now joined hands together with Heerwegen Tod to unleash this opus featuring nine tracks. 

Content: This album is made of dark reverie, a kind of imaginary sound universe composed with numerous instruments and noise sources. From dark electronic sound waves to field recordings and guitar effects played by guest musician Giuseppe Verticchio (Nimh), the work takes us away on a mysterious voyage. Organ sounds are reinforcing the mystery hanging over the work while delicate piano arrangements inject a somewhat classical and subtle touch. French spoken vocals have been added to a few tracks. 

+ + + : “Complaintes Au Bord D’Un Autre Monde” is a dark title reflecting sadness and despair. These feelings have been perfectly reproduced by the dark reverie of the composition. Songs sometimes feel like a dark caress, created by a delicate touch of piano play and guitar. Some passages are however heavier, this way creating confusion. The album also has a strong visual appeal, which reaches its peak at “Sur Des Rivages Taciturnes”. 

- - - : The song structure reveals a slow progression and even if there are a few heavier passages, I’m missing a true dark apotheosis, which wasn’t maybe the goal of both protagonists. 

Conclusion: Day Before Us & Antikatechon accomplished a dark sonic voyage, which sounds like reflecting desperate souls. 

Best songs: “Sur Des Rivages Taciturnes”, “Du Fond De Notre Silence”, “Pâleur D’Automne”. 

Rate: (7½). 

mercoledì 13 gennaio 2021

Day Before Us & Antikatechon: "Complaintes au Bord d'un Autre Monde" CD reviewed on "Dark Planet"

 „Complaintes Au Bord D’un Autre Monde” jest efektem współpracy dwóch twórców mrocznych dźwięków, ukrywających się pod nazwami Day Before Us i Antikatechon. Francuz Phillipe Blache i Włoch Davide Del Col wspólnie odpłynęli w zimnie ambientowe ogrody wzniecając wszystkie rodzaje emocji jakie wyczytać można na twarzach dziewcząt z okładki. Wydawcą płyty jest polska wytwórnia Heerwegen Tod Production.

A więc chłód i skamieniałość. Wpatrzone w nicość postaci wyglądają jak posągi i taka też gra im martwa melodia. Zupełnie pusta i pozbawiona uczuć. Delikatne pianino tylko podkreśla tą nostalgiczną tęsknotę, podobnie jak kwiaty w rękach tych żałobnic. A jak dwukrotnie pojawia się damski monolog po francusku, to okazuje się, że potrafią nawet przemówić, choć ich mowa jest tak samo przytłaczająca smutkiem, jak ich ogólna prezencja.

Nie znaczy to jednak, że wciąż jest błogo i spokojnie. Z biegiem czasu pojawiają się zgrzyty i zakłócenia tej bolesnej kontemplacji, a szczególnie pod koniec „Sur Des Rivages Taciturnes” zostaniemy poddani mocniejszym elektrowstrząsom, choć różnego rodzaju harmider daje o sobie znać dość regularnie i pojawia się w wielu momentach. Mimo to płyta jest raczej spokojna, rozlewająca się w zimnokrwistej beznamiętności, nie tylko za pomocą syntezatorów, ale też delikatnych gitar. Nie posiada bardzo charakterystycznych momentów kulminacyjnych, a wszystko dzieje się raczej w tle, rzadko wzbudzając stany wzmożonej lękliwości, takie jak w najkrótszym „Pâleur D’automne”. Dlatego trzeba ją deliberować w oderwaniu od rzeczywistości i odbierać jakby była snem.

Ocena szkolna: 4

(Wujas)

https://www.darkplanet.pl/Day-Before-Us-Antikatechon-Complaintes-Au-Bord-D-un-Autre-Monde-52673.html?fbclid=IwAR1E9YjuI7oI9Xy5O6o_3IxWWxmHFXkiEb_cIHuovNAlXI6FWr5pL5Pg6LY