Nuovo lavoro per Davide Del Col aka Antikatechon, un progetto dark-ambient all’insegna dell’oscurità e delle atmosfere cupe e isolazioniste. Le sonorità di Woe Is The Reward – pubblicato dalla Rage In Eden – sono nel solco di gruppi “storici” del genere come i grandi Raison D’Etre, i Maeror Tri e gli italiani Amon. Anche in quest’occasione c’è la presenza – dopo la precente collaborazione con Nimh in “One Hunting For Teeth” – di Giuseppe Verticchio nella traccia “Unbroken Siege”. Immergendosi nell’ascolto emerge una sorta di tensione religiosa: è come se ci fosse un anelito verso il sacro. “Departure From Light” entra subito nel mood inquietante dell’album con minacciosi rimbombi: sembra di essere all’interno di un tunnel buio in cui non si vede una via d’uscita. La successiva e lunga “Mirthless Perseverance” prosegue ancor di più il discorso con ambientazioni nerissime di derivazione industrial anche se alla fine si ascoltano dei cori mistici. “The Inner Accuser” è più quieta e pacata ed è basata su un loop di piano mentre la title-track ci fa ripiombare in un universo folle e decadente con un drone metallico e insistiti scrosci di pioggia in sottofondo. “Unbroke Siege” ha un’atmosfera malata che presagisce funesti eventi futuri. Chiude l’album l’ipnotica e metafisica “Hostia” che ci fa intravedere paesaggi nebbiosi e eterni. Woe Is The Reward è un ottimo disco che piacerà di sicuro agli amanti della ritual-dark-ambient senza compromessi. Si tratta di musica (se è possibile parlare di musica) che va ascoltata con il giusto stato d’animo e con una certa predisposizione per l’isolazionismo.
(Caesar)
http://www.versacrum.com/vs/2014/10/antikatechon-woe-is-the-reward.html
martedì 7 ottobre 2014
lunedì 6 ottobre 2014
Antikatechon: "Woe is the Reward" CD reviewed on "Aristocrazia Webzine"
Il nome Antikatechon (dietro cui si cela Davide Del Col) non risulterà nuovo ai più attenti lettori di Aristocrazia, che avranno incrociato sulle nostre pagine la recensione dell'ottimo disco prodotto a quattro mani con Nimh intitolato "Our Hunting For Teeth", né tantomeno ai numerosi appassionati di dark ambient, campo musicale in cui il Nostro si sta ritagliando uno spazio sempre più significativo nonostante il sovraffollamento che da sempre lo caratterizza. Muovendosi sulle orme di artisti quali Raison D'Etre e facendo tesoro con consapevolezza degli insegnamenti di Giuseppe "Nimh" Verticchio, come sempre presente in cabina di regia, Antikatechon dimostra ancora una volta di saper dare un carattere personale alla materia musicale, realizzando un'opera convincente e coinvolgente dal primo minuto all'ultimo.
Senza far mai mancare quell'impressione rituale che da sempre caratterizza la sua proposta, in "Woe Is The Reward" Davide Del Col crea, fin dall'inizio dell'opera, un vortice di oscurità e decadenza, che si concretizza in tutta la sua profondità in "Mirthless Perseverance", brano di oltre quattordici minuti che vede alternarsi nel ruolo di protagonisti assoluti droni e distorsioni per poi cadere nella sua seconda metà in una dimensione ovattata e mistica, in cui un coro sfida le capacità percettive dell'ascoltatore nel tentativo di emergere dall'impasto sonoro. Lo stacco con la successiva "The Inner Accuser" non potrebbe essere maggiore, l'atmosfera si fa malinconica e su uno sfondo composto da voci di bambini e altri campionamenti ambientali un piano tratteggia una melodia minimale.
Arriva poi "Woe Is The Reward" e con essa un fragoroso temporale che accompagna, e a larghi tratti copre, il tappeto di droni che compone il substrato della canzone. L'ipnosi causata dalla pioggia termina con la successiva "Unbroken Siege", dai suoni più fastidiosi e taglienti, scritta nuovamente a quattro mani con Nimh. Chiude "Hostia", in cui torna con la massima forza la dimensione più ancestrale e rituale del progetto Antikatechon, traccia eterea dal potere quasi rigenerativo per gli spiriti coraggiosi che, sprezzanti delle asperità poste di fronte a sè, hanno avuto la forza di giungere fino al termine del cammino.
(Istrice)
http://www.aristocraziawebzine.com/recensioni/6563-antikatechon-woe-is-the-reward
Senza far mai mancare quell'impressione rituale che da sempre caratterizza la sua proposta, in "Woe Is The Reward" Davide Del Col crea, fin dall'inizio dell'opera, un vortice di oscurità e decadenza, che si concretizza in tutta la sua profondità in "Mirthless Perseverance", brano di oltre quattordici minuti che vede alternarsi nel ruolo di protagonisti assoluti droni e distorsioni per poi cadere nella sua seconda metà in una dimensione ovattata e mistica, in cui un coro sfida le capacità percettive dell'ascoltatore nel tentativo di emergere dall'impasto sonoro. Lo stacco con la successiva "The Inner Accuser" non potrebbe essere maggiore, l'atmosfera si fa malinconica e su uno sfondo composto da voci di bambini e altri campionamenti ambientali un piano tratteggia una melodia minimale.
Arriva poi "Woe Is The Reward" e con essa un fragoroso temporale che accompagna, e a larghi tratti copre, il tappeto di droni che compone il substrato della canzone. L'ipnosi causata dalla pioggia termina con la successiva "Unbroken Siege", dai suoni più fastidiosi e taglienti, scritta nuovamente a quattro mani con Nimh. Chiude "Hostia", in cui torna con la massima forza la dimensione più ancestrale e rituale del progetto Antikatechon, traccia eterea dal potere quasi rigenerativo per gli spiriti coraggiosi che, sprezzanti delle asperità poste di fronte a sè, hanno avuto la forza di giungere fino al termine del cammino.
(Istrice)
http://www.aristocraziawebzine.com/recensioni/6563-antikatechon-woe-is-the-reward
domenica 24 agosto 2014
Antikatechon: "Woe is the Reward" CD reviewed on "Onda Rock"
Dopo la bella collaborazione con Nimh dell'anno scorso, “Out Hunting For Teeth”, Antikatechon pubblica il suo terzo disco solista, "Woe Is The Reward" (anche se l'amico Giuseppe Verticchio è accreditato come tecnico nonché collaboratore nell'imponente “Unbroken Siege”).
La grammatica utilizzata da Antikatechon è quella scritta nella sabbia del tempo da Raison D'Etre con i suoi capolavori. Drone apocalittici si fondono con melodie provenienti da chissà quale universo per disegnare scenari fortemente suggestivi.
Le sei tracce in scaletta si legano insieme in un lungo viaggio che tocca tutte le sfaccettature della malinconia e della decadenza.
Sulla lunghissima “Mirthless Perseverance” emerge l'anima industriale di Antikatechon, grazie a un mantra metallico che ruba la scena allo strisciante drone comunque presente nell'ossatura del brano. Sulla seguente “The Inner Accuser” una straziante melodia suonata al pianoforte fa da controcanto a un tappeto di field recordings. L'omonima “Woe Is The Reward”, quasi una lunga preghiera sommersa da una lunga pioggia battente, mette in luce l'aspetto più liturgico della musica di Antikatechon.
Voto: 6,5
(Roberto Mandolini)
http://ondarock.it/recensioni/2014_antikatechon_woeisthereward.htm
La grammatica utilizzata da Antikatechon è quella scritta nella sabbia del tempo da Raison D'Etre con i suoi capolavori. Drone apocalittici si fondono con melodie provenienti da chissà quale universo per disegnare scenari fortemente suggestivi.
Le sei tracce in scaletta si legano insieme in un lungo viaggio che tocca tutte le sfaccettature della malinconia e della decadenza.
Sulla lunghissima “Mirthless Perseverance” emerge l'anima industriale di Antikatechon, grazie a un mantra metallico che ruba la scena allo strisciante drone comunque presente nell'ossatura del brano. Sulla seguente “The Inner Accuser” una straziante melodia suonata al pianoforte fa da controcanto a un tappeto di field recordings. L'omonima “Woe Is The Reward”, quasi una lunga preghiera sommersa da una lunga pioggia battente, mette in luce l'aspetto più liturgico della musica di Antikatechon.
Voto: 6,5
(Roberto Mandolini)
http://ondarock.it/recensioni/2014_antikatechon_woeisthereward.htm
giovedì 14 agosto 2014
Antikatechon: "Woe is the Reward" CD reviewed on "The New Noise"
Davide Del Col (Echran, Molnija Aura, Rhetra) prosegue il suo scavo incessante nel dark ambient, a volte quasi nel tentativo di battere Raison D’Être sul suo stesso terreno (“Departure From Light”). Presente in “Broken Siege” l’ormai fondamentale Giuseppe Verticchio, che imparenta Antikatechon a suoi progetti come Nimh e Hall Of Mirrors (quest’ultimo insieme ad Andrea Marutti/Amon, altra probabile influenza) e contribuisce in sede di produzione ad aprire verso l’infinito i suoni di questo disco in effetti davvero potente. A questo proposito, ricordo a tutti che esiste anche un album a quattro mani Verticchio / Del Col, uscito da poco sempre su Rage In Eden, che testimonia l’esistenza di una scuola italiana autonoma e di valore in questi ambiti. Davide non è affatto incapace di esprimersi in modo diverso (Echran è stato un progetto molto originale), ma qui sceglie di affrontare ancora una volta un genere strafrequentato, scongiurando la monotonia con bravura e sistematico evitare i cliché, anche se d’altro canto solo “The Inner Accuser”, coi suoi tocchi di piano e i campionamenti, si stacca davvero da ciò che ci aspettiamo quando leggiamo Antikatechon sulla copertina. I momenti di pura eccellenza, come il vuoto spaziale e disperato di “Mirthless Perseverance” e della title-track (che si muove sotto una pioggia scrosciante), ci sono e sono fuori discussione. Sta a voi decidere se ne volete.
(Fabrizio Garau)
http://www.thenewnoise.it/antikatechon-woe-is-the-reward/
(Fabrizio Garau)
http://www.thenewnoise.it/antikatechon-woe-is-the-reward/
martedì 3 giugno 2014
Antikatechon: "Woe is the Reward" CD reviewed on "Dagheisha"
Le mirabili ricerche di Davide Del Col
in materia dark ambient si soffermano stavolta sul lato più
liturgico e decadente della deriva industriale moderna. Al misticismo
esasperato di 'Privilegium Martyrii' e alle litanie agonizzanti di
'Chrisma Crucifixorum' era seguita la collaborazione con Nimh per
'Out Hunting For Teeth'. Adesso è tempo di tornare nella sfera
solista e regalare a tutti gli appassionati di atmosfere plumbee e
scenari catacombali un ulteriore saggio della propria abilità.
Niente in 'Woe Is The Reward' è lasciato al caso. Tutto è curato
nei minimi particolari. L'ascoltatore viene avvolto dopo pochi
secondi da un'aura maligna che non lo abbandona per l'intera durata
dell'album. Alcune tracce sono prepotenti, dinamiche, feroci nel
trasformare drone e ferraglie ritmiche in un rituale perverso. In
altre dominano field recordings, sussurri ermetici e timbri acustici
quasi a stigmatizzare un senso di abbandono che è reale.
Estremamente concreto. 'Mirthless Perseverance' e 'Unbroken Siege'
sono il manifesto di queste due opposte dimensioni. Rispetto al
passato l'opera di Davide Del Col sembra aggiungere ulteriore
spessore e muoversi nella direzione di una massiva stratificazione
che potrebbe guadagnare un'eccellente esposizione all'estero. Dove
certi esperimenti vengono apprezzati sul serio.
(Divine)
domenica 1 giugno 2014
Antikatechon: "Woe is the Reward" CD reviewed on "Igloo Magazine"
Antikatechon resonates as one of the most fascinating and haunting
musical entity in the world of post-industrial and dark ambient
music. After two first soloing adventurous efforts (respectively
published on Silentes and Rage in Eden) and a fantastic collaborative
opus with Nimh, Davide del Cole is back with an incredibly ferocious,
bleak and liturgically negative atmospheric album under the cryptical
and enigmatic name of Woe is the Reward. The general sound
environment reaches absolutely mesmerizing psychoacoustic qualities
thank to a maelstrom of electronic treatments and prettily
interesting use of spacious acoustic timbres. The whole thing seems
to be surrounded by a vast nightmarish-coldly lovecraftian argument
sometimes interrupted by more serene-ethereally peaceful interludes.
Mystically brutal sound hermeticism meets heavenly restful melodious
sequences, finally providing some intriguing emotional contrasts
without neglecting the coherence of the complete musical set.
The opening theme leads the listener into a massively powerful sonic sound tapestry full of black drones and distorted electronic malevolence. A discreet consonant melodious vibe progressively rises from the background and sublimates the whole musical procession. “Mirthless perseverance” is a nicely made experimental track with long droning metallic chords and thundering noisy accents which sound almost like a power electronic manifest. This groundbreaking musical inferno is attenuated with the next track and its ravishing otherworldly soundscaping minimalism made of acoustic detached piano notes and dream-like mnemonic sounding field recordings. From the musical signature and compared to the two previous efforts we can detect the presence of relatively new compositional schemas as the presence of distorted voices (as in the self titled track) and an enriched illustration of widely electrified droning motifs (like in the almost nihilistic-funereal post medieval theme of “Unbroken Siege”). If we except the closing track of the album “Hostia” and its acoustic ethereal spell, the sacral-ontologically evocative elements and their mysterious eloquence are more discreet than in the previous releases to let the place to more gloriously bleak cinematic ambiences. We can also notice the presence and essential contribution of Nimh (Giuseppe Verticchio) in the fuzzed-out darkened metaphysic-instrumental ode of “Unbroken Siege”. Giuseppe Verticchio is also responsible of the mastering of the album and gave to the ensemble a very efficient spellbinding sonic density.
To make it short Woe is the Reward is a solid work and of a great consideration for the whole ambient genre, from ritual to drone and post-industrial compartments. A highly recommended and tremendously absorbing musical experience which reveals a true loyalty to the genre (Lustmord, New risen throne, Raison d’être, Atrium Carceri, Desiderii Marginis et al) but which also explores adventurous texturally sounding capacities inside a densely orchestrated musical field.
(Philippe Blache)
http://igloomag.com/reviews/antikatechon-woe-is-the-reward-rage-in-eden
The opening theme leads the listener into a massively powerful sonic sound tapestry full of black drones and distorted electronic malevolence. A discreet consonant melodious vibe progressively rises from the background and sublimates the whole musical procession. “Mirthless perseverance” is a nicely made experimental track with long droning metallic chords and thundering noisy accents which sound almost like a power electronic manifest. This groundbreaking musical inferno is attenuated with the next track and its ravishing otherworldly soundscaping minimalism made of acoustic detached piano notes and dream-like mnemonic sounding field recordings. From the musical signature and compared to the two previous efforts we can detect the presence of relatively new compositional schemas as the presence of distorted voices (as in the self titled track) and an enriched illustration of widely electrified droning motifs (like in the almost nihilistic-funereal post medieval theme of “Unbroken Siege”). If we except the closing track of the album “Hostia” and its acoustic ethereal spell, the sacral-ontologically evocative elements and their mysterious eloquence are more discreet than in the previous releases to let the place to more gloriously bleak cinematic ambiences. We can also notice the presence and essential contribution of Nimh (Giuseppe Verticchio) in the fuzzed-out darkened metaphysic-instrumental ode of “Unbroken Siege”. Giuseppe Verticchio is also responsible of the mastering of the album and gave to the ensemble a very efficient spellbinding sonic density.
To make it short Woe is the Reward is a solid work and of a great consideration for the whole ambient genre, from ritual to drone and post-industrial compartments. A highly recommended and tremendously absorbing musical experience which reveals a true loyalty to the genre (Lustmord, New risen throne, Raison d’être, Atrium Carceri, Desiderii Marginis et al) but which also explores adventurous texturally sounding capacities inside a densely orchestrated musical field.
(Philippe Blache)
http://igloomag.com/reviews/antikatechon-woe-is-the-reward-rage-in-eden
sabato 19 aprile 2014
Antikatechon: "Woe is the Reward" CD reviewed on "Oltre il Suono"
Un nuovo, "poderoso" album di musica fondamentalmente dark ambient di grande impatto a firma Antikatechon, alias Davide Del Col, già parte degli Echran, Molnija Aura, Rhetra ed ex Ornament per chi conosce e segue l'artista da più di un decennio.
Se nei precedenti "capitoli" del progetto Antikatechon Davide Del Col sviluppava già con grande maestria plumbee atmosfere emotivamente coinvolgenti e di estrema suggestione, nel presente "Woe is the Reward" l'artista fa un "prepotente" passo in avanti, costruendo trame sonore sempre più ricche, stratificate, dinamiche, articolate e dettagliate, ampliando la gamma di suoni con substrati più "organici", avvolgenti, vibranti e "sferraglianti", drones ricchi di armonici, rumori concreti, field recordings, parti di chitarra elettrica distorta, voci, bisbigli, uniti talora a già "collaudate" e suggestive progressioni ritmiche rituali …
Il tutto senza "snaturare" un progetto che, pur estremamente oscuro e a tratti quasi "catacombale", da sempre fa del contrasto con ricorrenti inserti melodici uno dei maggiori elementi di pregio, lasciando ogni tanto "filtrare" attraverso le massicce ma decadenti e già violate "mura sonore", più o meno flebili raggi di luce, "scoprendo" più "quieti" e malinconici" paesaggi in grado di donare, per qualche manciata di minuti, momenti di maggiore "respiro" e (apparente) "serenità"…
Non c'è un solo "cedimento" per tutta la durata dell'album… una traccia più "fiacca", una parte "stiracchiata" per guadagnare qualche minuto di durata, un inserto poco "ispirato" incluso con leggerezza, autocompiacenza o poca convinzione, un brano poco coeso o comunque per qualche ragione visibilmente difforme dal contesto sonoro generale; tutto scorre sui binari "giusti", seguendo un percorso perfettamente lineare, e scandito da tempi perfettamente gestiti e "dominati".
Forse il miglior album firmato da Davide Del Col (a prescindere dalle sigle dei vari progetti che lo hanno visto partecipe) in tanti anni di attività artistica.
Da non perdere. Assolutamente.
(Giuseppe Verticchio)
http://www.oltreilsuono.com/
Se nei precedenti "capitoli" del progetto Antikatechon Davide Del Col sviluppava già con grande maestria plumbee atmosfere emotivamente coinvolgenti e di estrema suggestione, nel presente "Woe is the Reward" l'artista fa un "prepotente" passo in avanti, costruendo trame sonore sempre più ricche, stratificate, dinamiche, articolate e dettagliate, ampliando la gamma di suoni con substrati più "organici", avvolgenti, vibranti e "sferraglianti", drones ricchi di armonici, rumori concreti, field recordings, parti di chitarra elettrica distorta, voci, bisbigli, uniti talora a già "collaudate" e suggestive progressioni ritmiche rituali …
Il tutto senza "snaturare" un progetto che, pur estremamente oscuro e a tratti quasi "catacombale", da sempre fa del contrasto con ricorrenti inserti melodici uno dei maggiori elementi di pregio, lasciando ogni tanto "filtrare" attraverso le massicce ma decadenti e già violate "mura sonore", più o meno flebili raggi di luce, "scoprendo" più "quieti" e malinconici" paesaggi in grado di donare, per qualche manciata di minuti, momenti di maggiore "respiro" e (apparente) "serenità"…
Non c'è un solo "cedimento" per tutta la durata dell'album… una traccia più "fiacca", una parte "stiracchiata" per guadagnare qualche minuto di durata, un inserto poco "ispirato" incluso con leggerezza, autocompiacenza o poca convinzione, un brano poco coeso o comunque per qualche ragione visibilmente difforme dal contesto sonoro generale; tutto scorre sui binari "giusti", seguendo un percorso perfettamente lineare, e scandito da tempi perfettamente gestiti e "dominati".
Forse il miglior album firmato da Davide Del Col (a prescindere dalle sigle dei vari progetti che lo hanno visto partecipe) in tanti anni di attività artistica.
Da non perdere. Assolutamente.
(Giuseppe Verticchio)
http://www.oltreilsuono.com/
Iscriviti a:
Post (Atom)